’ ultima parola di Davide Davò
L’ AI entra( davvero) in produzione
PER LE IMPRESE, LA VERA SFIDA È CAPIRE DOVE, COME E QUANTO UTILIZZARE L’ AI PER GENERARE UN VANTAGGIO COMPETITIVO.
L’
intelligenza artificiale, in senso ampio, è una tecnologia tutt’ altro che nuova. Da anni trova applicazione nei sistemi di visione, nell’ analisi dei dati e in numerose altre applicazioni che fanno ormai parte della quotidianità produttiva e non solo. Allo stesso tempo, l’ AI sta vivendo una fase di espansione senza precedenti, alimentata soprattutto dalla diffusione delle tecnologie generative. Si è così creata una situazione per certi versi paradossale: la tecnologia esiste, funziona ed è già presente in molti processi, ma la sua conoscenza e la capacità di valutarne concretamente le possibilità di utilizzo non sono ancora altrettanto mature. La sua rapida evoluzione, unita alla difficoltà di distinguere tra applicazioni realmente utili e promesse ancora da verificare, alimenta inoltre una certa diffidenza. Il punto, quindi, non è più soltanto capire che cosa l’ intelligenza artificiale sia in grado di fare. Per le imprese, e in particolare per quelle della meccanica, la vera sfida è capire dove, come e quanto utilizzarla per generare un vantaggio competitivo. È proprio su questo terreno che qualcosa sta iniziando a cambiare. Una recente analisi realizzata da Unioncamere in collaborazione con Dintec mostra uno scenario in cui, a livello complessivo, la quota di imprese che dichiarano di utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale è passata dal 13,1 % del 2024 al 19,5 % del 2025. Il dato relativo all’ industria è ancora più interessante: si passa dal 6,2 % al 13,6 %, più che raddoppiando in un anno. Siamo ancora all’ inizio e i valori di partenza sono contenuti, ma si tratta di un segnale importante: l’ AI sta progressivamente uscendo dalla fase della sperimentazione per entrare nei processi aziendali. All’ interno di questi numeri ci sono diversi spunti di riflessione, a partire dal dato che riguarda la ricerca e sviluppo. Tra le imprese industriali che hanno introdotto soluzioni di intelligenza artificiale è maggiore la quota di quelle che dispongono di processi di ricerca e sviluppo automatizzati e integrati tra le diverse funzioni aziendali. Inoltre, le imprese esportatrici risultano più propense a utilizzare l’ intelligenza artificiale rispetto a quelle che operano esclusivamente sul mercato nazionale. Maturità digitale, R & D, struttura e internazionalizzazione suggeriscono quindi che il vero ago della bilancia per la diffusione dell’ AI nelle fabbriche non è tanto la tecnologia in sé, quanto la capacità di conoscerla e utilizzarla. E questo vale soprattutto quando si passa dalla sperimentazione alle applicazioni concrete: manutenzione predittiva, controllo qualità, analisi dei dati di macchina, ottimizzazione dei processi e supporto alle decisioni richiedono infatti dati affidabili, sistemi integrati e competenze adeguate. La vera sfida per il Sistema Italia è quindi la capacità di generare competenze in modo sufficientemente rapido da consentire alle imprese di conoscere e valutare in modo obiettivo potenzialità e rischi dell’ integrazione dell’ intelligenza artificiale nella propria attività.
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