Tecnologie Meccaniche Luglio 2026 | Page 8

di Fabrizio Garnero

“ Liberi tutti”

Liberi tutti” è l’ espressione utilizzata da Paolo Magri, Presidente del Comitato Scientifico dell’ ISPI, l’ Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e docente di Relazioni Internazionali all’ Università Bocconi, per descrivere in maniera chiara, semplice, ma dettagliata, il complesso scenario internazionale in cui le nostre aziende stanno operando e che tutti quanti stiamo vivendo, o meglio subendo, nel nostro quotidiano. Quando lo ha fatto? Nel corso del suo intervento di apertura dell’ annuale Assemblea di UCIMU- Sistemi per Produrre dello scorso 7 luglio. Un intervento che condivido e sottoscrivo in ogni parola, il cui succo del discorso è che viviamo un’ epoca in cui ogni schema logico e comportamentale, cui eravamo abituati, sembra essere saltato, un’ epoca fatta di regole infrante e continue sollecitudini e prove di forza che rendono il mondo frammentato, nel quale ogni imprenditore deve avere la capacità di leggere, possibilmente con anticipo, i segnali di cambiamento e le situazioni dei mercati e delle regioni del Mondo in cui opera, per adeguare le proprie scelte strategiche ed eventualmente correggere le decisioni prese. Ecco allora che, in un contesto macroeconomico del genere, caratterizzato da conflitti bellici che nessuno sembra abbia l’ interesse di fermare, in cui l’ arroganza della politica invade nel peggiore dei modi il mondo dello sport cercando di falsarne le regole di sportività, in cui stiamo fronteggiando la terza crisi energetica più grave del secondo dopo guerra, ecco allora che anche un risultato“ negativo” nella vendita di macchinari e beni strumentali registrato nel corso dello scorso anno, assume un significato agrodolce se parametrato e contestualizzato con lo scenario in cui è stato ottenuto. Tutto sommato, infatti, ci siamo dimostrati più resilienti di quanto sperassimo e siamo stati anche bravi nel mantenere le posizioni di prestigio guadagnate negli anni dalla macchina utensile italiana.

Difatti, l’ industria italiana di settore si è confermata, ancora una volta, tra i principali protagonisti dello scenario internazionale dove è risultata quinta nella classifica mondiale di produzione e di consumo e quarta in quella dell’ export. Esportazioni che hanno però rappresentato, guarda caso, il tasto dolente dello scorso anno. È andata meglio l’ attività sul mercato interno, trainata dalla ripresa della domanda; nonostante però incrementi a doppia cifra, i valori sono rimasti deludenti se confrontati con il biennio 2021-2022. Un confronto che, forse, è sbagliato fare poiché rispetto ad allora, come visto, è davvero cambiato il mondo, in peggio purtroppo. Il 2025 si è quindi rivelato un anno complessivamente fiacco per l’ industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione. Siccome, però, sono solito guardare il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, come ho avuto modo di dire più volte, mi piace chiudere questo editoriale dando spazio alle previsioni per quest’ anno elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, secondo le quali il 2026 segnerà una leggera ripresa del nostro comparto. Tutti gli indicatori torneranno in territorio positivo ma gli incrementi saranno ancora contenuti. La produzione si attesterà a 6.640 milioni di euro(+ 3,9 %). Le esportazioni si manterranno sul livello del 2025, facendo segnare un + 0,7 %( 3.785 milioni di euro) mentre proseguirà la tendenza positiva delle consegne sul mercato interno, attese in crescita, dell’ 8,5 %, a 2.855 milioni di euro, trainate dalla domanda italiana che dovrebbe attestarsi a 4.870 milioni,(+ 7,4 %). Anche le importazioni registreranno un segno positivo, arrivando a 2.015 milioni(+ 5,9 %). Beh, alla luce di tutto, direi quindi di darci virtualmente una pacca sulla spalla per i risultati comunque ottenuti e di restare fiduciosi per il prossimo futuro, ma pronti e a leggere i segnali di cambiamento e a reagire, o meglio, agire, di conseguenza. Good job guys!
8 Luglio / Agosto 2026