Tecnologie Meccaniche Luglio 2026 | Page 47

ti semplicemente aggiornando le sue funzioni digitali. I relatori, in questo contesto, hanno evidenziato l’ esperienza del Giappone, paese che per primo ha affrontato tecnicamente la costruzione di umanoidi avanzati e che oggi immagina ulteriori visioni future sulla base dello stato dell’ arte di varie discipline scientifiche e della propria tradizione culturale.
Oggi il principale limite degli umanoidi potrebbe non essere né la meccanica né l’ AI, ma la difficoltà di renderli davvero certificabili, assicurabili e governabili

RobotHeart: il futuro della robotica e dell’ automazione industriale a 35. BI-MU

RobotHeart, ospitato all’ interno di 35. BI-MU e giunto ormai alla terza edizione, è punto di riferimento per l’ innovazione nel settore della robotica e dell’ automazione industriale. Area tematica dedicata alla robotica avanzata, all’ intelligenza artificiale e ai sistemi di controllo RobotHeart, quest’ anno, rivolgerà grande attenzione alla collaborazione uomo-macchina, alla robotica mobile autonoma( AMR) e alle soluzioni sostenibili per l’ industria manifatturiera. Con workshop, dimostrazioni live e momenti di networking, l’ iniziativa si conferma un appuntamento strategico per chi vuole comprendere come la digitalizzazione e la robotica intelligente possono migliorare produttività, sicurezza e competitività delle imprese.
La normazione e il confine applicativo Qui il quadro si fa meno suggestivo e più duro: fermare in sicurezza una macchina dinamicamente stabile, come un umanoide o un quadrupede, non è affatto banale. Se il robot ha bisogno di controllo attivo per non cadere, anche il concetto di arresto di emergenza cambia significato. È un punto tecnico, ma con conseguenze industriali enormi. Perché senza standard chiari, criteri di conformità coerenti e regole applicabili, l’ adozione su larga scala resta fragile. E oggi il principale limite degli umanoidi potrebbe non essere né la meccanica né l’ AI, ma la difficoltà di renderli davvero certificabili, assicurabili e governabili. L’ evento ha avuto un merito preciso: ha riportato il dibattito sugli umanoidi dentro un contesto industriale“ serio”, sottraendolo almeno in parte alla semplificazione mediatica. Oggi il tema non è più chiedersi se i robot umanoidi arriveranno, ma dove avranno senso, con quali costi, con quali regole e con quale reale vantaggio operativo. Il confine tra robot industriali, di servizio e umanoidi non è sparito. Si è però spostato, perché le tecnologie di base tendono ormai a convergere. La vera selezione, nei prossimi anni, non la farà la spettacolarità delle demo, ma la capacità di trasformare questa convergenza in applicazioni affidabili, sostenibili e normativamente difendibili. www. techmec. it 47