Tecnologie Meccaniche Giugno 2026 | Seite 119

’ ultima parola di Davide Davò

Oltre lo stretto

L’ INDIA È DESTINATA A DIVENTARE UNO DEI NUOVI CENTRI ECONOMICI GLOBALI GRAZIE A FATTORI QUALI CRESCITA DEMOGRAFICA, SVILUPPO INDUSTRIALE E PESO POLITICO INTERNAZIONALE.

Le aspettative erano quelle di una ripresa del mercato per il 2026, ma ancora una volta sono subentrati fattori esterni a generare instabilità. Il risultato? Da un’ aspettativa di crescita siamo passati a una previsione di stabilità. È quanto emerge dal Rapporto Analisi dei Settori Industriali di Intesa Sanpaolo e Prometeia presentato a metà maggio. Il documento mette in evidenza come il conflitto in Medio Oriente abbia ulteriormente alimentato il clima di incertezza globale. Il blocco dello stretto di Hormuz, con conseguenti ricadute sui costi dell’ energia e sull’ attività di intere filiere, avrà effetti a lungo termine anche nel caso di una conclusione a breve del conflitto. Secondo il rapporto di Intesa Sanpaolo e Prometeia, infatti, il 2026 per il manifatturiero italiano resterà in linea con i valori dello scorso anno nonostante l’ atteso miglioramento del contesto operativo previsto per la seconda parte dell’ anno. Non sono le notizie che il mercato vorrebbe sentire, soprattutto perché è la fiducia a sostenere gli investimenti. Va però considerato che il confronto avviene con il triennio 2021-2023, caratterizzato da picchi produttivi eccezionali: il calo attuale rappresenta quindi anche un ritorno a volumi più sostenibili e coerenti con la reale dimensione delle imprese. Più incoraggianti, invece, le prospettive future. Dal rapporto, infatti, emerge una previsione di crescita del fatturato dell’ 1 % medio annuo a prezzi costanti per il prossimo triennio. Un risultato che passerà dalla capacità delle imprese italiane di continuare a esportare servendo nicchie di mercato a elevato valore aggiunto e dalla diversificazione dei mercati di sbocco. Ne è un esempio l’ India, destinata a diventare uno dei nuovi centri economici globali, grazie a una combinazione di demografia, sviluppo industriale, crescita della classe media e peso politico internazionale. Un tema emerso durante il Festival dell’ Economia di Trento, dove economisti e analisti hanno evidenziato come il Medio Oriente non possa più essere letto soltanto attraverso le tensioni geopolitiche, ma anche osservando il rapporto sempre più stretto tra India e Paesi del Golfo. Per l’ India, energia, infrastrutture e rotte commerciali rappresentano asset decisivi per sostenere la propria crescita industriale; allo stesso tempo, i Paesi del Golfo trovano nel mercato indiano un partner indispensabile per export di energia e sviluppo logistico. In questa ridefinizione degli equilibri globali, l’ India si sta proponendo anche come alternativa democratica e industriale alla Cina, con un approccio fortemente pragmatico e orientato alla produzione. Non è un caso che si moltiplichino gli investimenti lungo i corridoi commerciali che collegano Asia, Medio Oriente ed Europa, con l’ obiettivo di creare nuove filiere manifatturiere e logistiche. Per le imprese italiane, soprattutto quelle specializzate in nicchie ad alto valore aggiunto, si apre quindi un’ opportunità concreta. In un contesto europeo più debole, guardare ai mercati emergenti non significa soltanto cercare nuovi sbocchi commerciali, ma intercettare trasformazioni industriali che nei prossimi anni potrebbero ridisegnare gli equilibri del manifatturiero mondiale.

www. techmec. it 119