Tecnologie Meccaniche Gennaio 2026 | Page 48

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vo nello sviluppo di nuove applicazioni operative, esplorando scenari applicativi ancora inesplorati, sviluppando soluzioni che possano ampliare il potenziale del robot. Allo stesso tempo, il laboratorio fungerà da dimostratore tecnologico, supportando i Clienti finali, con particolare focus sulle PMI, che vorranno mettere alla prova le capacità di dBOT, e non per ultimo, si porrà come beta-tester per le funzionalità software e hardware di futura introduzione, supportando Siemens e Danobat con un continuo feedback di affinamento del prodotto ». « Il nostro interesse verso dBOT,- spiega ancora Capellini- è stato reso possibile anche grazie a un bando di finanziamento pubblico della Regione Emilia-Romagna, volto a rafforzare e completare le dotazioni dei Tecnopoli regionali. Nel nostro caso, questo ha rappresentato l’ occasione per realizzare un pacchetto di investimenti mirati, che include primariamente le dotazioni operative del laboratorio, ma anche le tecnologie interne e non trascura l’ eco-sostenibilità dell’ insediamento, ampliando la produzione di energie rinnovabili. L’ obiettivo è chiaro: portare in laboratorio macchinari e tecnologie abilitanti di ultima generazione, capaci di rafforzare la competitività del MUSP, proporre nuove importanti sfide ai nostri ricercatori, per garantire che il laboratorio rimanga sulla frontiera della tecnologia manifatturiera per il prossimo decennio ».
Un modello di collaborazione tra centri di ricerca Il modello di collaborazione concepito attorno al dBOT è fondamentale e va contestualizzandolo in un percorso collaborativo strutturato. Infatti, la collaborazione con IDEKO si amplierà ulteriormente, partendo dalle attività già condivise nell’ ambito di progetti europei, e affrontando insieme temi di manufacturing e re-manufacturing di frontiera. La presenza di dBOT andrà ad aggiungere un driver fondamentale attorno al quale creare nuovi ambiti di ricerca congiunta sia a livello di applicazione finale che di ricerca più pura. « In sostanza,- afferma Capellini- questa partnership non è solo un’ importante opportunità di sviluppo tecnologico puntuale, ma rappresenta un modello di ecosistema collaborativo, capace di creare valore condiviso tra centri di ricerca e aziende, portando innovazione, formazione e sperimentazione direttamente nel tessuto industriale del nostro sistema Paese ». « Ritengo che la sinergia tra industria, ricerca e territorio sia assolutamente fondamentale e strategica » afferma Giannini. « Siemens ne è così convinta che ha investito, e continua a investire, nel Siemens Digital Experience Center( DEX) di Piacenza, per creare un ecosistema, una comunità tecnologica e una filiera che possano supportare sia le grandi realtà industriali sia le piccole e medie imprese nell’ adozione di nuove tecnologie, grazie anche alla presenza attiva sul territorio. Siemens considera MUSP e IDEKO di Danobat come attori importati nello sviluppo di un ecosistema internazionale qualificato che può dare un contributo significativo nel rafforzare le collaborazioni tra centri di ricerca. Questi soggetti, insieme a Siemens, sono abilitatori della digital transformation, perché possono mostrare i vantaggi dalla fusione tra mondo fisico e virtuale, dell’ integrazione CAD, CAM e CNC, del digital manufacturing e dell’ impiego coordinato di nuove soluzioni robotiche. Da diversi anni è attiva la collaborazione tra Siemens e IDEKO, centro tecnologico specializzato in tecnologie di produzione manifatturiera e industriale che, grazie alla stretta collaborazione con il management Machine Tools e il team applicativo di Siemens Spagna, ha maturato ampie e avanzate competenze nell’ utilizzo di SINUMERIK Run MyRobot e del gemello digitale Create My Virtual Machine, risultando determinante nello sviluppo della famiglia dBOT ». dTRACK è il 7 asse modulare su cui far scorrere dBOT per personalizzare l’ impianto in base al lay-out cliente
Rotta tracciata Da quanto visto e raccontato in questo articolo, dBOT ha una potenzialità applicativa importante e delle caratteristiche tali da contribuire davvero a cambiare il paradigma produttivo in alcuni ambiti manifatturieri. Alla luce di ciò, abbiamo chiesto ad Alzaga come il mercato possa recepire questa soluzione così innovativa. « Quando ho accettato questa intervista, ho detto subito di non avere una sfera di cristallo funzionante e affidabile, soprattutto in questo periodo un po’ strano, in cui molte cose stanno accadendo contemporaneamente. Stando in EMO Hannover, ci siamo resi conto che la Germania non è più il centro della tecnologia delle macchine utensili come un tempo. Penso quindi che noi, come azienda europea, dobbiamo essere più intraprendenti e continuare a innovare e a promuovere la tecnologia. Abbiamo le capacità, la competenza, l’ esperienza e la storia per farlo, ma penso che dobbiamo essere più rapidi, e più coraggiosi nell’ introdurre novità del calibro di dBOT. Questo è il nostro punto di vista; presentando dBOT abbiamo corso un rischio, ma con prodotti come questo stiamo offrendo nuove opportunità all’ industria europea, e nel complesso dovremmo impegnarci di più. Più nuovi sistemi, più macchine, più nuove tecnologie ».
48 Gennaio- Febbraio 2026