Danobat Siemens
MUSP
Tre volte più preciso, dieci volte più rigido e senza giochi meccanici, questo è dBOT, una delle novità più interessanti presentate ad Hannover in occasione di fiera EMO. A presentarla è stata Danobat che, combinando la stabilità, la rigidità e la precisione di una macchina utensile con la flessibilità di un robot a 6 assi, ha sviluppato una soluzione che ottimizza i processi esistenti e apre, di fatto, nuove opportunità nella produzione. È l’ esperienza maturata nel campo delle macchine utensili che, applicata a un robot grazie a sistemi avanzati di dinamica e controllo, offre capacità inedite per un braccio robotico, quali vibrazioni 10 volte inferiori e tempi ciclo ridotti del 20 %. dBOT è dunque una macchina utensile configurata come un robot di precisione o un robot diventato macchina utensile? Abbiamo rivolto questa domanda a Xabier Alzaga, CEO di Danobat che ha fugato ogni dubbio: « dBOT sembra un robot ma, in realtà, è una macchina. Lo definiamo un robot di precisione poiché ha tutti gli assi tipici di un robot, offrendo così una totale flessibilità e capacità di movimentazione che però si mixano con le nostre consolidate conoscenze nel campo delle macchine utensili. In questo mix, abbiamo messo a punto un sistema con capacità vicine a quelle di una macchina utensile, che è pienamente in grado di operare in qualsiasi posizione proprio come farebbe un robot. Insomma, dBOT coniuga entrambi i mondi in un solo sistema ». stinata a rivoluzionare il mondo della robotica, proprio nell’ ambito del machining. Stiamo parlando di“ SINUME- RIK Machine Tool Robot” che consente di aumentare la precisione, la stabilità di lavorazione e la produttività di robot, conferendo caratteristiche molto vicine a quelle delle macchine utensili tradizionali. È quindi nell’ ambito della collaborazione tra Siemens e Danobat che nasce dBOT, un esempio concreto di industrializzazione di nuovo concetto di robotica che mira a introdurre nuovi paradigmi produttivi della fabbrica digitale. « Questa nuova tipologia di robot apre nuove frontiere applicative, superando il tradizionale compromesso tra velocità e precisione » afferma Filippo Giannini, Head of Machine Tool Systems- Digital Industries di Siemens Italia che partecipa all’ intervista. « Basti pensare, per esempio, ad attività di finitura in ambito aerospace & defense o navale, o alla riparazione nel settore ferroviario, considerando tecnologie non solo di asportazione come la fresatura, ma anche waterjet, laser, friction stir welding e additive manufacturing ».
La flessibilità del“ coltellino svizzero” « L’ obiettivo iniziale del progetto dBOT era proprio l’ aerospaziale,- fa eco Xabier Alzaga di Danobat alle parole di Giannini- dal momento che le produzioni necessitano di diversi processi, oltre ad essere anche un settore in cui si usano parecchio i robot. Tuttavia, da quando abbiamo iniziato a lavorare su questo prodotto, abbiamo intravisto molte più possibilità e diversi ambiti di applicazione. Anche l’ energia o la cantieristica navale sono, per esempio, settori che potrebbero essere interessati. In Fiera stiamo lavorando con un mandrino, simulando, di fatto, un’ applicazione di asportazione di truciolo, ma è possibile installare differenti tipologie di utensile, mano di presa o pinza. Ciò significa che è in grado di eseguire qualsiasi tipo di lavorazione meccanica come saldatura, verniciatura o produ-
dBOT è stata una delle novità più interessanti presentate ad Hannover in occasione di fiera EMO
zione additiva, a seconda di cosa desidera il cliente. Questo robot è una sorta di“ coltellino svizzero” che permette di combinare diversi processi ». La gamma dBOT consta di tre modelli con caratteristiche differenti S1, S2 ed S7 rispettivamente con capacità di carico di 80- 125 kg, 200- 220 kg e 400, 520 e 700 kg e sbraccio di 2.600-2.185 mm, 2.900-2.600 mm e 3.600-3.315 e 3.050 mm, tutti con grado di sicurezza IP65 e IP67. « Stiamo sviluppando e ampliando un’ intera gamma di robot con cui, a seconda delle esigenze del cliente, potremo proporre la taglia di robot ottimale » spiega ancora Alzaga. « Tutte le fasi di progettazione, produzione e allestimento sono curate da Danobat; produciamo tutto nella nostra sede centrale di Elgoibar, nei Paesi Baschi, e questa è una peculiarità fondamentale che ci ha consentito di mettere a punto anche dTRACK, ovvero un 7 asse modulare su cui poter far scorrere dBOT per personalizzare e adattare l’ impianto a seconda delle esigenze e del lay-out del cliente. dTRACK è cinque volte più rigido delle rotaie standard
Dalla sinergia nasce la rivoluzione L’ obiettivo di Danobat con dBOT è di stabilire nuovi standard industriali nel campo delle lavorazioni complesse e ad alta precisione, combinando quindi la flessibilità tipica della robotica con la rigidità, la stabilità e la precisione di una macchina utensile. Le prestazioni sono di livello assoluto anche grazie alla partnership stretta con Siemens che, guarda caso, in occasione di EMO 2025, ha, anch’ essa, presentato un’ innovativa soluzione meccatronica dewww. techmec. it 45