4chiacchiere con ...
Riccardo Rosa , Presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre e Presidente di Fondazione Ucimu
Federico Faggin , fisico , imprenditore e inventore del microprocessore mesi possono essere un ulteriore freno alla ripresa del settore . « Il mercato estero è certamente quello con le potenzialità maggiori . Bisogna però poterle cogliere e questo dipende sia da noi sia dal contesto - conferma Riccardo Rosa , Presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre e Presidente di Fondazione Ucimu - Lato aziende dobbiamo pensare che , se vogliamo crescere all ’ estero , non è sufficiente l ’ export , occorre il presidio diretto . Per questo motivo Ucimu-Sistemi per Produrre proseguirà con l ’ esperienza delle reti : abbiamo ITC India e IMT Vietnam e stiamo pensando a un desk , a una piattaforma per il Messico , mercato fortemente legato agli USA . Con riferimento al contesto , certamente i conflitti accanto a noi rendono l ’ attività complicata . Tutti i Paesi dovrebbero lavorare a favore di una distensione dei fronti caldi , anzitutto per il bene delle popolazioni coinvolte ».
Tra coscienza e intelligenza Evoluzione tecnologica e intelligenza artificiale sono due temi di attualità strettamente legati fra loro . Ne è convinto Federico Faggin , fisico , imprenditore e inventore del microprocessore i cui studi hanno portato alla nascita anche di numerose tecnologie che oggi vengono utilizzate quotidianamente : « Ritengo che l ’ intelligenza artificiale sia una tecnologia chiave per il nostro futuro , ma che sia sbagliato credere che sia realmente “ intelligente ”, cioè in grado di maturare pensieri al di fuori delle regole con le quali è stata istruita - spiega Faggin - È innegabile che il suo sviluppo sia stato enorme negli ultimi anni , ormai in certi ambiti non è più possibile distinguere tra un prodotto generato da un essere umano e uno generato da una macchina . Da qui però nasce una questione etica che è al centro delle discussioni che riguardano l ’ utilizzo dell ’ AI : se non è più possibile distinguere qualcosa creato dall ’ uomo o da una macchina , esiste il rischio che un prodotto creato dall ’ AI venga presentato invece come realizzato da una persona , e volendo una persona potrebbe fare passare per propria una soluzione che non lo è . Bisogna imparare a utilizzare in modo etico l ’ intelligenza artificiale , anche perché questa può generare informazioni errate se non opportunamente controllata . Il punto è che l ’ AI ha conoscenze generiche molto più ampie di una persona , ma su argomenti specifici ne possiede molte meno . Se io interrogo l ’ intelligenza artificiale su determinati problemi di fisica , non mi darà risposte più approfondite rispetto a quelle che sono le mie competenze . Al contrario , non essendo io un medico , se la interrogo su questioni mediche mi darà sicuramente informazioni che mi mancano . Il nodo della questione è : quanto sono affidabili queste informazioni ? Io sono un grande utilizzatore dell ’ AI , soprattutto se si parla di tradurre testi . Mi ha reso molto più veloce nella traduzione , ma trovo comunque degli errori e talvolta devo riscrivere completamente una frase perché se ne è invertito il senso passando da una lingua all ’ altra . Questo lo posso fare perché conosco l ’ italiano e l ’ inglese , ma se io conoscessi solo una delle due lingue dovrei fidarmi di quello che mi propone l ’ AI , e commetterei errori anche gravi perché l ’ intelligenza artificiale non ha la comprensione di quello che sta scrivendo , ma si limita a fare una correlazione tra simboli ».
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