Editoriale
C’ è luce in fondo al tunnel
Fabrizio Garnero
Come sempre, nei miei editoriali cerco di instillare fiducia e positività. Questa volta, lo spunto viene dalla stretta attualità poiché, finalmente, mi permetto di aggiungere io, il nuovo Piano Transizione 5.0 o Iperammoramento 2026 che dir si voglia è diventato realtà dando, di fatto, sostegno agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e nell’ autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. A partire dalle ore 12.00 dello scorso venerdì 12 giugno è, infatti, diventata operativa sul portale del Gestore dei Servizi Energetici( GSE), la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni previste dal Piano. Parliamo di quasi dieci miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate. Il Piano Transizione 5.0 rappresenta uno degli strumenti più rilevanti della politica industriale nazionale, con uno stanziamento complessivo di risorse pubbliche pari a 9,8 miliardi di euro a sostegno della competitività, dell’ innovazione e della sostenibilità del sistema produttivo italiano. Siamo quindi fiduciosi del fatto che molti dei progetti tenuti nei cassetti delle scrivanie in tutti questi mesi, in attesa che questo Decreto passasse dalle parole ai fatti, possa contribuire in maniera determinante a sbloccare il mercato che, sul fronte interno, era praticamente paralizzato. La misura agisce, infatti, su tre direttrici strategiche: l’ adozione di tecnologie avanzate e digitali, la digitalizzazione dei processi aziendali e la transizione verso modelli produttivi a più elevata sostenibilità ambientale. In quest’ ultimo ambito rientrano, in particolare, gli investimenti in impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’ autoconsumo. Sono agevolabili tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1 ° gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028; una finestra temporale pluriennale che dovrebbe consentire alle imprese di pianificare con certezza i propri percorsi di investimento e di cogliere le opportunità offerte dalla misura nell’ orizzonte di medio periodo. Si tratta di una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni nuovi, rilevante esclusivamente ai fini della deduzione fiscale extracontabile delle maggiori quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Non si configura quindi come credito d’ imposta compensabile in F24, ma come riduzione dell’ imponibile ai fini delle sole imposte sui redditi. Possono beneficiarne tutte le imprese residenti e le organizzazioni stabili con sede in Italia, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’ impresa. Certo, quasi 10 miliardi di euro non sono pochi, ma l’ esperienza recente, alla luce di un contesto macroeconomico influenzato dai troppi conflitti in atto, suggerisce che non sono neanche tanti e quindi, poiché le risorse stanziate sono limitate e l’ assegnazione del beneficio è subordinata alla disponibilità dei fondi, la tempestività nella presentazione della domanda riveste un’ importanza fondamentale. Ecco perché l’ apertura della piattaforma era fortemente attesa ed ecco perché i benefici sul mercato del nuovo Piano Transizione 5.0 non dovrebbero tardare a vedersi. Insomma, si intravede luce in fondo al tunnel, se poi il conflitto russo / ucraino e la terza guerra del Golfo vedessero la parola fine, la luce si propagherebbe in maniera ampia e uniforme.
6 n ° 3 Giugno / Luglio 2026
TecnoLamiera