In copertina a cura di Maria Bonaria Mereu
FlowStore: la fabbrica che non si ferma
C’
è
Il vero limite della produttività non è più la velocità del laser, ma la gestione del flusso del materiale. Con il nuovo ecosistema Eagle FlowStore, automazione e logistica diventano un unico processo continuo anche per le carpenterie di medie dimensioni.
un momento che ogni responsabile di produzione conosce bene. L’ ultimo operatore timbra l’ uscita, le luci del capannone si abbassano e il laser fibra resta silenzioso per dodici, quattordici, sedici ore. Nel frattempo, c’ è un cliente che ha bisogno di pezzi, un’ offerta da fare con tempi di consegna competitivi, e un concorrente che la macchina la fa girare anche di notte. Il problema non è la tecnologia di taglio, ma ciò che succede intorno alla macchina: come il materiale grezzo arriva al piano di lavoro, come i pezzi tagliati escono dal ciclo. È un problema di flusso, e un’ automazione scalabile e integrata è l’ unica risposta strutturale. L’ industria manifatturiera italiana è in una fase di trasformazione. Negli ultimi anni, anche grazie agli incentivi, molte imprese hanno integrato soluzioni avanzate nei processi produttivi. Le più ambiziose hanno implementato linee completamente automatizzate, aumentando la capacità produttiva senza rinunciare alla qualità. Sempre più aziende adottano sistemi automatizzati di taglio, piegatura e saldatura. Questi strumenti aumentano l’ efficienza produttiva, riducono gli errori di progettazione, incrementano la sicurezza e consentono una migliore integrazione con gli altri processi. La trasformazione, però, non è uniforme. Il mercato della car-
penteria metallica italiana conta oltre 11.000 aziende attive, per lo più piccole e medie imprese, tradizionalmente agili e in grado di adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato. In un contesto così frammentato, la differenza tra chi cresce e chi resiste si misura sempre più sulla capacità di produrre di più, con meno risorse umane e in meno tempo. Tra le criticità più rilevanti troviamo l’ incertezza legata al contesto internazionale, l’ andamento dei prezzi delle materie prime e la difficoltà di reperire personale qualificato. Quest’ ultimo aspetto è il più strutturale: il problema degli operatori si risolve quando le persone lavorano su attività ad alto valore aggiunto, mentre le macchine gestiscono il flusso fisico del materiale.
La velocità del laser non basta Un laser fibra di nuova generazione è straordinariamente veloce: accelerazioni fino a 6G, velocità di posizionamento superiori ai 300 m al minuto e potenze fino a 40 kW che tagliano in pochi secondi materiali che un tempo richiedevano più passaggi. Il paradosso è che una macchina veloce in un ciclo produttivo lento non è realmente veloce: è una macchina che aspetta. Aspetta che l’ operatore carichi il foglio sul piano di lavoro, che qualcuno scarichi i pezzi tagliati e che il materiale di scarto venga rimosso prima che il ciclo successivo possa cominciare. L’ automazione integrata risolve il problema alla radice: la lamiera arriva al piano di taglio senza intervento umano e i pezzi tagliati vengono scaricati e stoccati automaticamente mentre la macchina è già al lavoro sul foglio successivo. Un singolo operatore può supervisionare un sistema che in precedenza ne richiedeva tre o quattro.
L’ ecosistema di automazione Eagle Le esigenze di una carpenteria che desidera ridurre i tempi improduttivi sono profondamente diverse da quelle di un terzista ad alto volume o di un grande stabilimento orientato alla produzione continuativa. Per questo il valore dell’ automazione non risiede nell’ adozione di una soluzione unica, ma nella possibilità di costruire un percorso coerente con il proprio modello produttivo. Eagle Lasers progetta sistemi di taglio laser fibra dal 2006 e ha sviluppato uno degli ecosistemi di automazione più com-
www. techlamiera. it
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