TecnoLamiera Feb/Mar 26 | Page 43

Una tecnologia perfetta per le PMI Il passaggio dalla saldatura TIG alla saldatura laser manuale richiede un cambio di mentalità operativa. « Cambia il modo di posizionare i pezzi, cambia il movimento delle mani. Anche nella saldatura laser manuale bisogna procedere per step, con approcci base( nei quali si viene guidati nell’ uso della macchina) e livelli più avanzati per personale esperto », prosegue la Manager. Un percorso graduale, basato su obiettivi chiari e misurabili, in cui Optoprim affianca le aziende fin dalle prime fasi. A differenza della saldatura automatizzata, appannaggio prevalentemente di aziende medio-grandi, la saldatura laser manuale interessa un tessuto produttivo fatto di PMI e officine, che hanno competenze tecnologiche profondamente differenti. « Spesso queste realtà fanno fatica a capire in autonomia quale sia la soluzione più idonea per le loro specifiche esigenze. Optoprim si pone come partner tecnologico in grado di accompagnarli nelle proprie scelte, non come semplice venditore di macchine. Offrire soluzioni è il nostro obiettivo principale, non prodotti », conclude Angela Greco.
Caratteristiche tecniche e applicazioni reali di OPHWeld Sotto i riflettori, durante l’ open house, la linea di saldatrici laser manuali OPHWeld, composta dai modelli 3.5, 4.5, 6.5 e 8.5, ideati per trattare spessori che vanno da 3,5 a 8,5 mm e rispondere alle esigenze applicative della lavorazione della lamiera in generale. Si tratta di macchine versatili, di facile utilizzo e dal design estremamente compatto, che permettono di saldare una vasta gamma di materiali metallici. Secondo gli esperti Optoprim, è soprattutto nel campo dei bassi spessori che queste macchine esprimono il loro massimo potenziale. « I vantaggi si evidenziano in particolare sotto i 7 mm, quindi nella carpenteria leggera come scatolame, arredamento e nel settore Horeca”, spiega Pietro Casonato, Application Technologist presso Optoprim. L’ azienda descrive le prestazioni della linea OPHWeld in termini di penetrazione piuttosto che di potenza nominale, una scelta che riflette l’ approccio applicativo Optoprim. « Con queste macchine otteniamo una penetrazione molto profonda, ma una zona termicamente alterata estremamente ridotta, il gradiente termico è molto elevato: nel punto di saldatura il materiale è molto caldo, poco distante è freddo. Il vantaggio? deformazioni e distorsioni minime ». Dal punto di vista della preparazione del giunto, la saldatura laser manuale richiede precisione ma anche una certa flessibilità. La preparazione ideale dei semilavorati resta quella da taglio laser, ma non è un vincolo assoluto. « Se la preparazione non è perfetta, è comunque possibile colmare il gap con materiale d’ apporto o con la tecnologia del wobbling per fare riempimenti. È però più corretto parlare di precisione dei pezzi: il laser manuale richiede un approccio diverso », precisa Casonato.
Dal punto di vista della preparazione del giunto, la saldatura laser manuale richiede precisione ma anche una certa flessibilità
Un cambio di mentalità rispetto al TIG Il passaggio dal TIG alla saldatura laser manuale non è solo tecnologico, ma anche operativo e culturale. Per questo motivo la formazione dei distributori e degli utilizzatori finali diventa centrale nell’ individuare le applicazioni corrette per il laser manuale. « Per esempio, un arredatore che lavora inox da 2 mm fino a ieri poteva avere timore della saldatura laser manuale, oggi non più: una macchina come la OPHWeld è oggettivamente vincente su inox, alluminio, acciaio al carbonio, soprattutto su bassi spessori e geometrie specifiche » spiega Casonato. Un ulteriore vantaggio è la semplicità d’ uso, che rende queste macchine accessibili anche da operatori meno esperti. « I pezzi saldati possono essere inviati direttamente in verniciatura. Il diametro fili va da 0,8 a 1,6 mm ma per usare correttamente il laser manuale serve, come detto, un cambio di mentalità nella preparazione del giunto », prosegue il tecnico.
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