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THROWBACK
WHITE EDITION
ra bomba e i fill di batteria fighi, ma delle canzoni che
trasmettano qualcosa a chi ascolta, uscite dai vostri
panni da musicista. Affidatevi a qualcuno che vi aiuti
in questo, che abbia più esperienza di voi. Dedicate
tanto tempo e risorse all’immagine (e per esempio,
non solo foto di gruppo dove fate brutto, anche con-
tenuti più simpatici, la gente empatizza molto più fa-
cilmente), ad un piano di promozione e a socializzare
con le persone. Non pretendete mai nulla da nessuno.
aspettati di poter realizzare?
Dopo il nostro primissimo concerto ci venne propo-
sto di aprire i Me Vs Hero, che per noi erano degli eroi
incredibili, questa cosa per noi era assurda. E uno o
due mesi dopo eravamo sul palco coi Chunk! No Cap-
tain Chunk! al Vidia, cosa ancora più assurda. I primi
sei mesi sono stati un susseguirsi di piccoli traguardi
che non credevamo possibili.
– Mettere ancora la vostra “passion first”?
– Ormai ci sono alcuni dei vostri pezzi di Stake
Everything che non suonate più live. Avete mai
pensato a dare una seconda vita ad alcuni di
questi? Sfruttando anche il trend del reimagi-
ned che sta spopolando ora.
È letteralmente l’unico motivo per cui continuiamo!
Negli anni abbiamo più volte parlato di ripubblicare
No Messages, che era forse la canzone più pop e orec-
chiabile dell’EP. C’era anche l’idea di rifarla acustica,
un po’ appunto come queste versioni “Reimagined”
che stanno uscendo adesso. Non è mai stata vera-
mente esclusa come proposta, chissà!
– Avete vissuto l’impatto e la repentina impor-
tanza che i social hanno iniziato ad avere sulla
promozione delle band dal 2014, ma anche pri-
ma con altri progetti, a oggi. La vostra imma-
gine social è infatti molto forte e studiata, cosa
che magari anni fa era impensabile e inutile per
un gruppo.
Si assolutamente, abbiamo sempre speso molto
tempo sull’immagine, già nel 2014 l’attenzione degli
“utenti web” era molto più attratta da contenuti vi-
sivi che da parole. E più l’immagine è convincente,
più attenzione riesci ad ottenere. Facebook è stato
uno strumento incredibile per gli artisti emergenti, e
assolutamente meritocratico. Non ho mai condiviso
e compreso le crociate degli artisti contro la piatta-
forma per presunte “riduzioni di visibilità”, come fai
a lamentarti di uno strumento gratuito? E cosa c’è di
strano nel dover pagare per ottenere maggiore effica-
cia?
– Dopo tutti questi anni, che consiglio dareste
ad una band alla prese con le loro prime rele-
ase?
Scrivete canzoni belle, non solo con un riff di chitar-
TBA
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