TBA The Blue Edition - Issue #00 | Page 20

0 BLUE EDITION B AY F E S T – Non è la prima volta che suonate al Bay Fest, bentornati! Cosa ne pensi della location? Ti pia- ce come situazione? – Recentemente Vinnie (Fiorello) ha fatto un pas- so indietro, ma è ancora coinvolto nella band… Sì durante l’ultimo concerto ha fatto un passo indie- tro ed è caduto dal suo sgabello, è caduto all’indietro e non ha più trovato la strada per salire sul palco no sto scherzando. Adesso sta dietro le quinte e il nostro nuovo batterista è il nostro sound guy e tour mana- ger, si chiama Matt Yonker. É tutto stupendo! C’è la spiaggia quindi ci sentiamo a casa, in Florida. Mi ricorda molto la Florida questo posto. – Tra poco tocca a voi salire sul palco, cosa dobbiamo aspettarci? – Stavo appunto per chiedertelo, com’è stata la transizione da Vinnie a Matt? (finge di russare) Gente che se ne va, che va a pren- dersi una birra… sarà pazzesco! La scena punk rock italiana è sempre stata grandiosa con i Less Than Jake. La prima volta che siamo venuti qui era il 1999 quindi da vent’anni, ogni volta che suoniamo qui la gente è presa bene, sarà fantastico come sempre. È stato molto più semplice che cercare un nuovo bat- terista perché lui ha lavorato con noi per 18 anni. Ha iniziato vendendo le nostre magliette, anzi, l’abbia- mo incontrato perché suonava in una band, i Teen Idols, che sono stati in tour con noi, poi ha iniziato a vendere le nostre t-shirt, poi a portarci gli strumenti sul palco, successivamente a occuparsi dei suoni, poi è diventato il nostro tour manager e ora è il nostro batterista. Ha fatto tutto tranne guidare il bus. Ha ri- cevuto un sacco di promozioni il ragazzo! – Siete stati spesso in Italia, quali sono le tue cose preferite da fare, da vedere? Quando fai questa domanda gli americani risponde- ranno sempre: “il cibo e le donne”. Ma io non lo farò perché quelli sappiamo già che sono una bomba. Mi piacciono i musei, mi piace la storia e l’ar- te. Mi piace anche solo uscire e vedere se c’è qualche posto carino o anche quei posti pieni di graffiti paz- zeschi. Mi piacciono l’arte e la cultura italiana. – Quali sono le canzoni che preferisci suonare dal vivo? Non ho preferenze, ciò che mi piace è poter salire sul palco e suonare canzoni che abbiamo scritto 20 anni fa e che le persone vogliono ancora sentire. A vol- te penso tipo: “okay devo di nuovo suonare questa canzone! ma poi guardo la folla e vedo che la gente si diverte da matti e ogni notte è un’esperienza diversa anche se la canzone è la stessa. Se dovessi suonare una canzone e non avessi davanti nessuno, o una folla ferma immobile non proverei lo stesso entusiasmo. Dipende tutto dal pubblico. – Il vostro ultimo album è uscito nel 2013, un bel po’ di tempo fa. Nel frattempo avete pubblicato degli EP, una compilation e un live album. State scrivendo qualcosa di nuovo? Avete qualcosa in programma? Stiamo scrivendo alcune canzoni proprio adesso, dobbiamo decidere se registrarle questo novembre, speriamo di riuscire perché vorremmo uscire con un nuovo album il prima possibile. Abbiamo una decina di canzoni su cui stiamo lavorando forse anche qual- cuna in più e stiamo cercando di capire quando anda- re a registrarle. – Quale pensi che sia la differenza principale tra i vostri show in America e quelli in Europa? Negli States la gente capisce meglio le nostre battute di merda, quindi qui è meglio. Gli europei non sempre capiscono tutte le nostre battute quindi alla fine del set pensano tipo: “sì, questi ragazzi parlano un sacco e non sono poi così divertenti” mentre in america è tipo: “questi ragazzi parlano un sacco e non sono di- vertenti proprio per un cazzo” e poi si arrabbiano. – Dacci qualche anticipazione: come suoneranno? Non credo ci sia un nostro disco che non abbia il no- stro tipico sound e credo che anche in questo non ci sarà niente di troppo sconvolgente. Vogliamo che ab- bia un bel suono e che sia potente. TBA | 20