negli anni sessanta del Novecento, dopo il memorabile convegno sull’arte in
Valsesia organizzato dalla Società piemontese di Archeologia e Belle Arti con la
società per la conservazione delle opere d’arte e dei monumenti in Valsesia, la
drastica rimozione del prezioso ciclo interno degli affreschi tardo quattrocenteschi, per preservarli dall’umidità, con il loro restauro e la sistemazione nella
Pinacoteca varallese.
Concludendo dun que, l’erezione della cappella sul ciglio del dirupo fu quindi
una scelta obbligata, dettata solo da una situazione contingente. Ciò non toglie
che il risultato sia stato straordinariamente felice, di un’arditezza quasi fiabesca,
analoga a quella che si può ammirare unicamente in tanti sfondi di dipinti sacri del secondo quattrocento e degli inizi del cinquecento, creati dalla sbrigliata
fantasia di tanti pittori, con rupi e dirupi favolosi, affascinanti, che travalicano
la realtà. •
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