Storia del Sacro Monte di Varallo | Seite 649

ridipinte dai fratelli Bacchetta con motivi a losanghe, aggiungendo sulla destra dell’accesso all’ambiente sepolcrale la figura dipinta dell’Angelo che parla alle Pie Donne. Così si presenta oggi la piccola aula con la decorazione parietale ormai fatiscente dopo più di sessant’anni. Un discorso a parte richiedono invece le due statue della Maddalena, ancora esistente, e quella dell’Angelo da tempo scomparsa. Le due statue della Maddalena e dell’Angelo Le due figure risalgono agli inizi del cinquecento, appartenendo al secondo dei vari gruppi in cui si devono catalogare tutte le sculture che nel corso dei secoli vennero modellate o scolpite per il “ super parietem”: 1°) della scultura lignea (1490-1500 circa); 2°) dei manichini di legno e stoffa (1500-1510/15); 3°) della terracotta dipinta gaudenziana (1510/15-1528 circa); 4°) secondo periodo della scultura lignea (1540-1560 circa); 5°) dello stucco e delle tecniche miste (1570-1590 circa); 6°) secondo capitolo della terracotta (1590-1826/27 circa). Ambedue le raffigurazioni della Maddalena e dell’Angelo già esistevano nel 1513, perché descritte nella guida rimata edita nel marzo del 1514. Come già avevo osservato trentatré anni or sono nei miei “Studi Gaudenziani”, esse non possono risalire al primo gruppo, cioè a quello delle origini, dell’epoca del P. Caimi (morto quasi certamente nel 1499), perché né un ricordo della Maddalena, né tanto meno la nicchia entro cui è situata la sua figura esistevano nel vestibolo del Santo Sepolcro a Gerusalemme, ed è difficile pensare che il Caimi, sempre particolarmente attento nel far riprodurre con estrema esattezza i luoghi più sacri di Terra Santa, avrebbe permesso che a Varallo si mettessero in opera simili arbitrarie alterazioni. L’esecuzione dunque deve porsi tra il 1500 ed il 1513. Anche l’esser costituite da manichini di legno rivestiti di tela ne è un conferma. Come ben noto, nella premessa in prosa alle guide del 1566 e del 1570, nelle quali per la prima volta viene stilato un elenco delle opere eseguite da Gaudenzio sul Sacro Monte, ad appena due decenni dalla sua scomparsa, anche se l’elenco non può essere affidabile al cento per cento, viene citata, dopo la sepoltura di Cristo, cioè di Gesù deposto nel sepolcro, una Maddalena in rilievo. Essa in questa elencazione viene quindi a situarsi insieme agli altri manichini in legno e stoffa della Nonciata , del Cristo nudo ed un manigoldo (oggi nella Salita al pretorio), della sepoltura di Cristo, oltre al Cristo in orazione in una grotta, 649