Per il Sacro Monte è ovvio che essendo la scena già presente nel ciclo della
parete gaudenziana nella chiesa delle Grazie, quasi sintesi o premessa dei misteri
raffigurati sul “super parietem”. a maggior ragione si sentiva l’esigenza, quasi il
dovere, di ripeterla nella forma più grandiosa ed impressionante possibile, con
statue e dipinti nella “Nuova Gerusalemme”.
Così l’Alessi nell’elaborare il progetto del Nuovo Palazzo di Pilato, che
avrebbe dovuto trovare la sua collocazione sull’area oggi occupata dalla Basilica
dell’Assunta, all’incirca nella zona centrale della navata, davanti alle attuali seconda e terza cappella di sinistra, prevede tra i vari episodi da includere, anche
quello di Pilato che si lava le mani.
Tuttavia non lo cita nella descrizione generale che fa da introduzione al libro,
lo descrive invece nel progetto definitivo con la seguente didascalia: “Quivi si
dimostra all’incontro (ossia nella pagina di fronte) la pianta della Casa di Pilato, nella quale si vedrà (no)stro S(igno)re alla Colonna, Coronato di spine,
mostrato al popolo, et esso Pilato lavarsi le mani, come si vede nel seguente suo
dissegno...”.
Ed infatti tra le varie illustrazioni del progetto, nel secondo spaccato del Palazzo, rappresentato per largo, al piano terreno, compaiono, espressi in briose
scenette, come di consueto nel Libro, ad iniziare da sinistra, i tre episodi: della
Flagellazione, poi di Pilato che si lava le mani, ed infine della Coronazione di spine. Quello di Pilato che si lava le mani risulta quindi al centro, in asse con l’atrio
di ingresso al Palazzo, ma nel vano posteriore, in cui si doveva sviluppare anche
la scala a tre brevi rampe, per condurre al primo piano. Nella raffigurazione della scenetta, impostata frontalmente, Pilato appare seduto su di un alto trono,
eretto su ben quattro scalini semicircolari, ed in parte posto entro una piccola
nicchia. Essa è ben visibile anche nella planimetria del Palazzo, circondata su tre
lati dalla scala d’accesso al piano sovrastante.
Come ben noto, quel progetto, come molti altri del “Libro dei Misteri”, non
venne mai attuato. Tuttavia nelle varie guide del Sacro Monte, pubblicate negli
ultimi decenni del Cinquecento (1583, 1585, 1589, 1599), nell’elenco delle varie cappelle, già esistenti o ancora da realizzare, compare sempre quella di Pilato
che si lava le mani.
L’espressione nella guida del 1583 è: “...e se gli aggiongierà (alla Coronazione
di spine) come fu mostrato al popolo, e come Pilato si lavò le mani, nel volerlo
sente(n)tiare”. Poche, lievi varianti di forma si notano nelle guide successive.
La situazione non muta anche con l’arrivo del vescovo Bascapè, che pochi
mesi dopo il suo ingresso in diocesi, sale al Sacro Monte il 24 settembre 1593.
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