realizzate in perfetta sintonia tra Giovanni d’Enrico e suo fratello, il Tanzio da
Varallo, cioè quelle della Prima presentazione a Pilato, di Pilato si lava le mani
e di Erode, o anche solo la felice continuità tra gruppi scultorei del d’Enrico ed
affreschi delle due cappelle dipinte dal Morazzone (Ecce Homo e Condanna) e
di quelle affrescate dal Rocca (Paralitico e Gesù al tribunale di Caifa) in cui per
lo più i cicli pittorici seguivano immediatamente l’esecuzione e la collocazione
delle statue (salvo per la cappella di Caifa), per cui scultore e pittore appartenevano ad uno stesso momento culturale, potevano facilmente rivelare gusti affini,
potevano confrontare le loro idee, i loro progetti, la loro regia.
Qui invece il lasso di tempo che separa le due parti dell’esecuzione è ampio
come mai, come in nessun’altra cappella del Sacro Monte (salvo ovviamente in
quelle ridipinte nell’Ottocento e nei primi decenni del nostro secolo). •
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Cappella - 27