pure lo stesso mistero, ma più esattamente riferito appunto ad otto discepoli.
Ma come si vede con chiarezza dalla guida del 1514, se il «luoco» degli altri
sette discepoli risulta non ancor finito «imperfecto», quello «picoleto» immediatamente precedente dei Tre discepoli dormienti doveva essere del tutto privo
di statue e di affreschi non essendovi nessuna descrizione e nessun commento al
riguardo. Del resto penso che questo non rientrasse nell’originaria intenzione
del Caimi. Se ne deduce poi pure con estrema facilità che la sua ubicazione, ovviamente sul lato destro della valle di Giosafat, doveva precedere di pochi metri
l’Agonia nell’orto, e quindi doveva trovarsi press’a poco dove ora emerge dal Palazzo di Pilato sulla Piazza Maggiore la parte tergale della costruzione contenente la Salita al Pretorio, cioè subito prima dell’arco che immette nel sottostante
piazzale dell’ex teleferica.
Mezzo secolo dopo però, rispetto alla guida del 1514, né nella planimetria generale del «Libro dei Misteri» (1567-68), né in quelle successive, forse dovute
all’architetto milanese Martino Bassi, conservate nella Raccolta Ferrari all’Ambrosiana di Milano, risultano segnati questi due luoghi o misteri. Dovevano infatti, data la loro modestissima apparenza e la mancanza di raffigurazioni esser
scomparsi abbastanza presto. Un’ulteriore prova ce la forniscono tanto la guida
del 1566 quanto quella del 1570 che non li ricordano più. Infatti la descrizione
dei vari fatti evangelici passa direttamente da quello dell’Ultima cena all’Orazione nell’orto e poi alla Cattura, né la situazione muterà nelle altre guide del tardo
Cinquecento.
Anche l’Alessi nel «Libro dei Misteri» non contempla l’eventualità di dedicare una cappella ai Tre discepoli dormienti, e, come si è visto trattando dell’Agonia nell’orto, pensa invece di accomunarli in un’unica stazione.
Infatti nella premessa, dopo aver descritto l’Ultima cena, ed illustrato la sua
idea per la Lavanda dei piedi, che non verrà mai realizzata, così prosegue: «Et
sarà necessario seguendo l’ordine uscire per un’altra porta detta della Città (di
Gerusalemme) et pervenire a un tempio che si dovrà fare secondo che ho dimostrato al luogo suo in questo libro; dove desidero si faccia il mistero dell’Oratione che fece N.S. al Padre Eterno nell’Orto et poco lungi i tre Discepoli giacer
dormendo».
E nella stesura grafica del progetto, quando nella tavola con lo spaccato della
cappella raffigura anche la scena interna (come già si è detto trattando dell’Orazione nell’orto) rappresenta in alto nella cupola l’angelo fra le nubi, a metà su di
una montagnola il Cristo genuflesso, ed in basso in primo piano, rannicchiati i
tre discepoli dormienti.
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