gere accanto alla Cena la “Lavazione dei piedi” e in più, anche l’Istituzione dei
Santissimo Sacramento”, secondo il Fassola.
Solo attorno al 1708 verrà eretto sotto il portico cinquecentesco, sulla destra del Cenacolo, il locale per “ricevere le messe”, ossia l’ufficio dell’Assistente,
come dicono le guide del Settecento e del primo Ottocento, corrispondente alla
prima parte dell’attuale negozio dei ricordi e degli oggetti sacri, là dove avrebbe
dovuto sorgere la «La lavazione dei piedi».
Tale stato di cose si protrarrà oltre un cinquantennio, come ci conferma la
“Pianta generale del Sacro Monte”, disegnata nel 1772 dall’architetto torinese
Giovanni Matteo Massone.
Ma intanto, come abbiamo già riferito trattando di Casa Parella, il varallese
Gaetano Rachetti (1728-1779), «pittore assai conosciuto», stando a ciò che dicono le varie guide del Sacro Monte dei primi decenni dell’Ottocento, ma di cui
finora purtroppo non ci è nota alcuna opera, andava maturando l’idea di innalzare un decoroso ed ampio edificio, quasi un palazzo, sul lato nord della Piazza
Maggiore, alle spalle della “Porta Aurea”, e quindi al di sopra della cappella della
Cena, della bottega e del portico cinquecentesco.
Secondo il Bordiga (1830), seguito poi da tanti altri, l’opera sarebbe stata iniziata nel 1770. Come si è visto però dalla planimetria del Sacro Monte disegnata
dall’architetto Massone solo due anni dopo, ciò non risulta. Ha invece ragione
la guida del 1829 che riporta come data iniziale della nuova opera il 1776. E ciò è
confermato dal “Libro dello speso” alla data del 14 ottobre 1776, in cui compare
un «conto di provviste di materiali, giornate di Maestranze da muro e manualità di altri operai nella demolizione del portico presso la Porta Aurea e delle due
Cappelle del Cenacolo et di N.S. al Orto, scavamento dei giardini et minare la
montagna per la dilazione del sito dietro il Botteghino (ufficio dell’Assistente o
Ricevitore delie offerte) e Cappelle suddette sino alla Capella dei Tre Dormienti, in porto e riporto di materiali per l’alzamento del novo portico e volti con le
dette due Cappelle ampliate, cantine e sito dietro al Botteghino sino alla cornice
sopra il portico cioè un brazza di muro sopra il piano delle Cappelle con l’alzamento del muralione per sostenere il giardino della Fabrica sino alla Cappella
del Tabore con li materiali per l’alzamento del primo piano sopra le Cappelle e
travi delle stanze e feramenti per il coperto di paglia fatto interinalmente».
Tutto questo grandioso complesso di lavori, con il proposito di edificare anche delle camere di abitazione, veniva attuato, come dicono anche le varie guide
del primo Ottocento, a spese dello stesso Gaetano Rachetti. Stando poi a quella
del 1829, egli ne avrebbe dato anche il progetto non privo di dignità. E conside217