Secondo il Galloni il disegno della porta risulta «conforme nel fondo a quello contenuto nel Libro dei Misteri» e la porta risulterebbe «eretta con l’intendimento di ornare la piazza in vicinanza del Tempio, giacché, abbandonato
il progetto di rappresentare nella Piazza la città di Gerusalemme, la Porta Aurea
non aveva più ragione di esistere».
È certo assai probabile che il giovane architetto abbia guardato il progetto
alessiano per trarne spunto, riprendendone però quasi esclusivamente il motivo
caratteristico della grande targa, o riquadro del fastigio sormontato dal timpano. Ma lo spirito che anima l’opera è totalmente diverso. L’arco centrale non
è più oppresso dalle due tozze lesene, ma i due pilastri laterali si aprono con
un’ardita impostazione diagonale, quasi come due brevi ali a creare un invito ad
entrare, imprimendo una vivacità scenografica e movimentata di piani del tutto
barocchi alla struttura. L’architrave non grava più rigido e massiccio sul fornice,
come nel disegno dell’Alessi, ma con il suo andamento articolato, la presenza
dei triglifi ad intervalli regolari ed un cornicione fortemente aggettante, alleggerisce ed anima tutta la struttura, completata dal grande frontone mistilineo ad
elementi emergenti un ardito ed intenso dinamismo al complesso ed un brioso
gioco chiaroscurale.
Tale schema detterà legge nei decenni successivi per molti dossali e tribune
lignee intagliate e dorate dei più tipici e fastosi altari della valle.
La struttura architettonica è poi completata ed arricchita da una decorazione
pittorica a cornici, riquadri, medaglioni e raffigurazioni in monocromo, verosimilmente su indicazione dello stesso architetto, che le imprimono una maggior leggerezza ed eleganza. Ne fu autore, come si è già detto, nel 1722 il pittore
Borsetti, che secondo la guida del 1743 si deve identificare con il più celebre dei
Borsetti, cioè Carlo. Egli raffigurò nel grande riquadro centrale del fastigio Mosè
ed il popolo ebreo che accompagnano l’arca del Signore, nelle metope dell’architrave degli scudi ed altre antiche armi incrociate tra loro, nei due ovali sulle brevi
quinte ai lati del fornice od arco vero e proprio, il Sacrificio d’Isacco a destra del
riguardante, e Davide vincitore su Golia a sinistra.
Anche per il Borsetti, nato a Casetti di Boccioleto nel 1698, e quindi solo
ventiquattrenne, ci troviamo di fronte ad una delle sue prime prove pittoriche,
per cui la Porta Aurea risulta in sostanza quasi l’opera iniziale di due giovani
artisti valsesiani di belle speranze e di un sicuro avvenire.
Bisogna poi tener presente, come ricordano tutte le guide del Settecento, che
il ricco e scenografico portale, posto in cima ad una breve scalea, venne eretto
accanto al piccolo e basso edificio preesistente sulla Piazza Maggiore della «Bot200
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