«Libro dei Misteri» sul lato destro della parete interna di facciata, che in parte
riaffiora ora sotto vari strati di successive imbiancature.
Ne risulta dunque, essendo del tutto trascurabili le varianti, in modo inconfutabile che la cappella del Figlio della vedova di Naim è un’architettura sicuramente alessiana, eseguita con particolare fedeltà. Si tratta indubbiamente di
una lieta sorpresa e di una scoperta di indubbia importanza per sempre più
puntualizzare ed approfondire la conoscenza del Sacro Monte, ma anche per
completare il catalogo dell’opera dell’Alessi, uno dei più significativi architetti
manieristici italiani della seconda metà del Cinquecento.
Ne consegue che gli edifici realizzati seguendo il «Libro dei Misteri», non
sono dunque soltanto la Porta Maggiore e la cappella di Adamo ed Eva, come
per molto tempo si è creduto, ma anche la cappella della Fuga in Egitto, come da
due anni ho potuto dimostrare, poi ancora la parte tergale del tempietto del Paralitico, come ho constatato recentemente, ed in fine appunto questa cappella
del Figlio della vedova.
Da ciò ne risulta pure un notevole mutamento di valutazione critica per tutto
il «Libro dei Misteri» in cui si è voluto vedere in questi ultimi vent’anni «un
orgoglioso predominio dell’architettura» rispetto alle altri arti. Si tratta invece
chiaramente di tempietti e di architetture assai meno «orgogliose» di quelle dei
Magi, della Crocifissione e di quelle erette poi ad incominciare dalla Strage degli
innocenti, per tutta l’epoca di Giovanni d’Enrico ed ancora in seguito. Basti il
raffronto così lampante tra le due cappelle del Figlio della vedova e di Gesù davanti ad Anna. Ciò prova anche, contrariamente a quanto sosteneva la Brizio,
che non vi dovette mai esser nessun intervento, né diretto, né indiretto, di S.
Carlo contro la messa in opera del «Libro dei Misteri».
Ed è un fatto a prima vista veramente sorprendente che, dopo tanti recenti
studi sull’opera dell’Alessi al Sacro Monte, nessuno finora si fosse accorto della
paternità alessiana riguardo alla cappella del Figlio della vedova. Ciò è solo in
parte comprensibile se si tiene conto dell’alterazione prodotta all’edificio dalla
presenza della più recente costruzione del tempietto di Gesù davanti ad Anna,
innalzato nel 1737 dall’architetto varallese Giovanni Battista Morondi.
Egli infatti, per erigere una cappella adeguata alle altre della Piazza dei Tribunali e dotarla di un ampio vano intero in cui poter svolgere con pari grandiosità la scena sacra, sviluppò tutta la parte tergale in forma di semicerchio, tanto
profondo da venir non solo a contatto col lato destro della preesistente cappella
del Figlio della vedova, ma da sfondarne l’angolo destro di facciata, penetrando
violentemente nel vano stesso della cappella. Ciò si nota in modo evidentissimo
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