Cappella 16
Gesù risuscita il figlio della vedova
di Naim
Iscrizione:
“O Signore Dio mio, ti supplico di far tornare l’anima nelle viscere di questo
fanciullo. Il Signore ascoltò la voce di Elia, e l’anima tornò entro il fanciullo e lo
consegnò alla madre (II Re, XVII, 21-22-23 ).”
“(Gesù) si accostò e toccò la bara… E disse: Ragazzo, te lo comando, alzati. Ed
egli che era morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo riconsegnò a
sua madre. (Luca 7, 14-15).”
Conosciamo la cappella 16
Mentre si reca a Naim, Gesù si imbatte in un funerale.
Portano alla sepoltura un ragazzo, unico figlio di una vedova.
Il pianto di quella madre commuove Gesù, il quale Signore della vita e della
morte, risuscita il ragazzo.
Iniziata prima del 1572 su progetto di Galeazzo Alessi ,
era già terminata nel 1583.
Statue di Bartolomeo Badarello di Campertogno (1587-89).
Affreschi attribuiti a Domenico Alfano (1587-89).
La piccola struttura venne iniziata intorno al 1572 e completata a fine decennio, su finanziamento di Matilde di Savoia marchesa di Pianezza, collocandovi
poi nel 1587-1588 le statue, eseguite dal Badarello, e affrescandone le pareti, con
intervento del Testa.
Nella contemplazione di questi misteri di sofferenza redenta e risanata, il
devoto visitatore vi riportava il dramma del proprio vivere , ricercando nella
figura del Cristo la salutare presenza di Dio e sollecitandone, forse, anche l’intervento.
Nella scena di Naim, infatti, vi è descritto, come la cappella varallese visualizza, l’incontro tra due cortei : quello di Cristo, che con i discepoli sta portando
un annuncio di gioia e di liberazione all’uomo, in cammino verso la città di Dio,
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Cappella - 16