Cappella 13
Le tentazioni
Iscrizione:
“Dio lo abbandonò, perché fosse tentato (Libro delle Cronache 32, 31)”.
“Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito, perché fosse tentato
dal diavolo (Matt. IV, I)”.
Conosciamo la cappella 13
Dopo il battesimo di Giovanni Battista, Gesù si ritira in luogo deserto e vive di
penitenza per quaranta giorni.
Permette poi che il demonio lo tenti. Con la sua vittoria, Gesù offre agli uomini
esempio per la quotidiana lotta contro le tentazioni.
Le due statue di Cristo e del Tentatore sono di un anonimo
scultore milanese (1580).
Affreschi di Domenico Alfano di Perugia (1599-1600)
Le Tentazioni
Sulle pareti a sinistra compare Cristo tentato perché si getti dall’alto del tempio; sulla parete di fondo, Il Demonio che dalla cima del monte indica al Cristo tutte le ricchezze della terra; a destra Gesù che si ciba servito dagli Angeli
e il Demonio cacciato che precipita tra fiamme. Nel pronao sono affrescati, a
monocromo, Angeli e due simboliche figure della Religione e della Penitenza.
Nella lapide è trascritta la pena, fissata dal vescovo Bascapè per chi avesse recato
danno, con sfregi e scritte, alle opere d’arte del Sacro Monte. Grottesche figure
e medaglioni decorativi ornano i sottarchi del pronao.
L’edificio fu costruito nell’ultimo decennio del Quattrocento all’ingresso
del Monte, costituito dalla portina. Conteneva in origine la scena lignea di Cristo che porta la Croce. Era detto Chiesa Nera per il colore scuro con cui erano
dipinte due pareti.
Privo dell’attuale pronao, aveva fronte e accesso nella parete posteriore. Nel
1570, con il finanziamento di Giacomo D’Adda e seguendo l’impostazione del
Libro dei Misteri, il vano, dimezzato, contenne l’antica scena di Cristo che
porta la Croce e la scena delle Tentazioni.
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