Showroom Settembre 2026 | Page 71

su quello vecchio, magari già rivestito da un cappotto termico installato nel frattempo sulla facciata. Il risultato, nel giro di pochi anni, è un edificio dove ogni unità ha un collegamento telaio-muratura diverso, nessuno dei quali documentato, e dove un eventuale problema di infiltrazione in un singolo appartamento diventa quasi impossibile da diagnosticare senza aprire il giunto, cioè senza rimuovere proprio quel coprifilo che avrebbe dovuto restare un dettaglio estetico.
LA VERIFICA CHE NESSUNO FA PRIMA DI DECIDERE
Prima di scegliere tra sormonto e sostituzione integrale, tre controlli minimi dovrebbero essere obbligatori, non facoltativi:
• La verifica dell’ ancoraggio del vecchio telaio alla muratura: cercare di muovere manualmente il telaio per capire la stabilità e con dei piccoli fori, ispezionare la tipologia di substrato esistente;
• L’ ispezione visiva delle superfici a contatto con l’ intonaco: aloni, rigonfiamenti o distacchi indicano umidità vecchia;
• La misurazione della luce netta residua dopo l’ inserimento del nuovo telaio, per verificare che restino rispettati i requisiti di aerazione ed eventualmente di esodo.
Sono dieci minuti di lavoro che quasi mai vengono fatti, perché nessuno li fattura e nessuno li richiede esplicitamente, ma sono l’ unica cosa che distingue un sormonto tecnico da un sormonto di comodo.
RESPONSABILITÀ: CHI RISPONDE SE IL VECCHIO TELAIO CEDE
Quando un problema emerge anni dopo, un distacco, un’ infiltrazione, un cedimento del fissaggio, la domanda che chi valuta il danno si pone, è sempre la stessa: chi ha deciso il sormonto, e su quali basi? Se la scelta non è stata motivata da una progettazione e verifica documentata delle condizioni del vecchio telaio, la responsabilità del posatore difficilmente si riduce anche se il cliente aveva chiesto di contenere tempi e costi: la UNI 11673-1, pur non normando esplicitamente il sormonto, resta il riferimento per la qualità dell’ o- pera nel suo complesso, e un tecnico qualificato secondo quello standard è tenuto a segnalare per iscritto quando le condizioni del supporto esistente non garantiscono un risultato a regola d’ arte.
LA COMPETENZA COME VALORE DI MERCATO
Torniamo al filo conduttore di questi articoli: il coprifilo nasconde gli errori di posa, e il vecchio telaio murato può nascondere, dietro un sormonto frettoloso, un problema che si manifesterà anni dopo come muffa, infiltrazione o cedimento del fissaggio. In tutti i casi la differenza tra chi lavora bene e chi lavora male non sta negli strumenti, ormai alla portata di tutti, ma nella progettazione, nella verifica preventiva e nella sua documentazione.
L’ AUTORE
Graziano Corghi Consulente tecnico e formatore specializzato nel settore della serramentistica e della posa in opera qualificata del sistema foro finestra. Opera da oltre 45 anni nel comparto degli infissi, occupandosi di progettazione, ricerca e sviluppo, formazione e consulenza normativa per imprese e professionisti. È Direttore Tecnico di Serramento Bio Academy e membro dell’ organo UNI / CT 033 / GL 12, partecipando alla stesura e revisione delle norme UNI su finestre, porte, sistemi oscuranti e relativi sistemi di installazione. È esaminatore e Organismo di Valutazione ICMQ per la qualifica dei posatori di serramenti secondo la UNI 11673. Ideatore del marchio Serramento Bio, promuove un approccio orientato alla sostenibilità ambientale, all’ efficienza energetica e alla qualità della posa in opera, collaborando con aziende, associazioni di settore e progettisti su tutto il territorio nazionale.
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