# 5 |
Ormai da tempo la porta interna ha smesso di essere una semplice apertura nella parete e un passaggio tra due ambienti e si è evoluta in un concetto sempre più esteso e strutturato. Alcune aziende produttrici l’ hanno definita il primo mobile della casa e, in effetti, oggi la porta è sempre più centrale nel progetto d’ interni: da elemento di chiusura si è trasformata in protagonista dello spazio, perfettamente integrabile con arredi, pareti e boiserie. L’ architetto Giorgio Marchesi, nell’ introduzione alla Vetrina Porte di questo numero, la descrive come ciò che:“ costruisce soglie, gestisce la continuità delle superfici, incide sul comfort acustico e percettivo. |
Filo muro, altezze fino a soffitto, tono su tono con la parete, cerniere a scomparsa. La porta che sparisce, o che diventa essa stessa architettura. I clienti non chiedono più una porta. Esigono coerenza con il progetto”. Il mercato oggi offre porte di qualsiasi genere, misura, dimensione e materiale; esteticamente accattivanti e tecnologicamente avanzate. Eppure, secondo Marchesi“ il problema non è cosa si produce, ma come lo si comunica”. È davvero così? Le porte faticano a raccontarsi nonostante esista una produzione così ricca? |
Olga Munini
O forse il problema è come vengono presentate dai rivenditori? O come vengono proposte dai progettisti? Oppure nel modo in cui vengono percepite dai clienti finali?
Forse una risposta corretta non c’ è, ma sicuramente esiste una porta giusta per ogni esigenza, per ogni progetto, per ogni ambiente, per ogni gusto.
|
Ottobre 2026- anno XXXII |
guidafinestra. it |
E la nostra vetrina ne presenta tante e tutte estremamente interessanti. |
|
Buona lettura |