Showroom Ottobre 2026 | Page 28

VETRINA PORTE INTERNE

LA CONQUISTA DELLO SPAZIO

LA VETRINA DI QUESTO NUMERO È DEDICATA ALLE PORTE INTERNE, SEMPRE PIÙ CENTRALI NEL PROGETTO D’ INTERNI. L’ ARCHITETTO GIORGIO MARCHESI RACCONTA COME, DA SEMPLICE ELEMENTO DI CHIUSURA, LA PORTA SIA DIVENTATA UN VERO DISPOSITIVO DELLO SPAZIO, CAPACE DI DIALOGARE CON PARETI, BOISERIE E ARREDI. UNA TRASFORMAZIONE CHE CHIEDE AL SETTORE NON PIÙ SOLO UN SEMPLICE PRODOTTO, MA TANTO RACCONTO E SIGNIFICATO
Beatrice Cavalcante
L’ architetto
Giorgio Marchesi Entraconcept
Secondo l’ architetto Giorgio Marchesi oggi c’ è un paradosso nel nostro settore. La porta interna è diventata uno degli elementi che più definiscono la qualità di un ambiente, e chi la produce è spesso l’ ultimo ad accorgersene. Com’ è cambiato il ruolo della porta?“ Da chiusura a dispositivo dello spazio. Oggi non separa soltanto due ambienti: costruisce soglie, gestisce la continuità delle superfici, incide sul comfort acustico e percettivo. Filo muro, altezze fino a soffitto, tono su tono con la parete, cerniere a scomparsa. La porta che sparisce, o che diventa essa stessa architettura. I clienti non chiedono più una porta. Esigono coerenza con il progetto: dialogo con la boiserie, con le pareti attrezzate, con i materiali che già vivono nell’ ambiente. E chiedono, sempre più, benessere, silenzio, tattilità, salubrità. Domande a cui il catalogo, da solo, non sa rispondere. Le tendenze estetiche ci sono e sono leggibili: grandi formati, laccati opachi e materici, essenze di pregio, lavorazioni tattili, sistemi filomuro sempre più sofisticati. Ma una finitura non è una strategia. Il repertorio formale è ricco; la capacità di raccontarlo, quasi assente”. Ed è qui che, con onestà, Marchesi spiega che un punto di vista vale più di un elogio:“ il problema non è cosa si produce, ma come lo si comunica. I cataloghi sono gonfi di varianti che nessuno specificherà mai: l’ 80 % è rumore, non offerta. Le collezioni arrivano al progettista come codici prodotto, prive di narrazione, prive di un’ idea che ne giustifichi l’ esistenza. E negli showroom la porta viene spesso cannibalizzata dalla finestra, relegata in fondo alla sala, senza scena, senza racconto. Un patrimonio di prodotto svenduto da un deficit di pensiero”. Come si sceglie, allora, la porta giusta?“ Si parte dallo spazio. Dalle proporzioni, dalla luce, dalla materia. La porta è l’ ultimo elemento che si decide e il primo che si percepisce. Il mercato delle porte non si presidia con più modelli, ma con più significato. E il significato bisogna saperlo raccontare”. E noi l’ abbiamo fatto nella vetrina che segue.
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