LO STUDIO
David Chipperfield Architects è stata fondata a Londra nel 1985 da David Chipperfiel . Da allora lo studio ha vinto numerosi concorsi internazionali e realizzato oltre 100 progetti . Il suo variegato corpo di lavoro internazionale comprende edifici e spazi culturali , residenziali , commerciali ed educativi sia per il settore privato che pubblico , nonché progetti civici e piani generali urbani . Uffici a Londra , Berlino , Milano e Shanghai , contribuiscono alla vasta gamma di progetti e tipologie . Insieme , i quattro uffici guidano ambizioni architettoniche comuni e condividono l ’ impegno per l ’ aspetto collaborativo della creazione dell ’ architettura . Il lavoro dello studio è caratterizzato da un ’ attenzione meticolosa al concetto e ai dettagli di ogni progetto e da un ’ attenzione incessante sul perfezionamento delle idee progettuali per arrivare a una soluzione che sia coerente dal punto di vista architettonico , sociale e intellettuale . David Chipperfield Architects ha vinto più di 100 premi e citazioni internazionali per l ’ eccellenza del design , tra cui il RIBA Stirling Prize nel 2007 per il Museum of Modern Literature di Marbach , in Germania , e il Mies van der Rohe Award ( European Union Prize for Contemporary Architecture ) e il Premio Tedesco di Architettura nel 2011 per il Neues Museum , Berlino .
complementi pensati specificatamente per questo spazio . Ne nasce un ambiente unico caratterizzato da visioni prospettiche di grande fascino , uno spazio che si sviluppa longitudinalmente come l ’ edificio , a sua volta scandito da una sequenza di portali ad arco restaurati e di corrispettive stanze disposte in sequenza . Oggi le sale sono adibite per la maggior parte a spazio espositivo ma ospitano anche una caffetteria con sala lettura e spazi di lavoro coworking . Sullo stesso piano trova posto anche un auditorium . Al di là del terzo livello il progetto ha previsto il restauro degli interni storici del primo e del secondo piano , una nuova circolazione verticale , un nuovo padiglione sul tetto che dà accesso alle terrazze con vista sullo skyline della città . In ogni ambiente grande attenzione è stata dedicata al dialogo con il tessuto esistente , restaurando elementi esistenti o aggiungendone di nuovi con coerenza e continuità estetica , utilizzando tecniche di costruzione antiche e locali , con artigianato della zona , per creare una continuità materiale in tutto l ’ edificio , rafforzandone l ’ integrità . Al primo e al secondo piano , per esempio , sono state riportate alla luce alcune parti di pavimenti in terrazzo veneziano storico , soffitti , intonaci e affreschi ; al terzo piano , i muri di mattoni sono stati scoperti , mostrando le tracce delle trasformazioni avvenute nel corso di oltre cinquecento anni . La copertura è stata recuperata e lasciata per la maggior parte della superficie utile a vista .
I SERRAMENTI In questo particolarissimo contesto , era necessario che anche gli elementi di apertura si inserissero nel progetto di recupero con la massima congruenza dal punto di vista formale e tecnologico . Era necessario progettare serramenti dalle alte prestazioni che riproponessero estetica e immagine delle finestre originali , sia per quanto riguarda gli elementi più grandi , come le finestre sulla scala , sia per la sequenza di oculi che caratterizzano tutto il fronte su Piazza San Marco e diventano suggestivi cannocchiali ottici per inquadrare il brulicare di turisti e veneziani . Serramenti protagonisti anche del nuovo padiglione collocato sulla sommità dell ’ edificio e invisibile dalla piazza , dal quale si accede allo spazio esterno . Per unire prestazioni e qualità estetica sono stati scelti i serramenti OS275 in acciaio inox brunito di Secco Sistemi che nell ’ immagine rimandano in maniera esplicita alle forme e cromie dei profili in
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