0CCHIELLO CANTIERE
La rimozione del coprifilo è il momento della verità: solo mostrando il giunto di posa è possibile verificare se il lavoro sottostante è stato eseguito correttamente
denza verso l’ esterno, nessuna membrana sagomata“ a vasca”. Il punto più pericoloso del foro finestra resta, ancora oggi, il più sottovalutato.
IL COPRIFILO DIVENTA IL“ COPRIVERGOGNA”
E arriviamo al cuore di questo articolo. Tutti gli errori appena elencati condividono una caratteristica: una volta montato il coprifilo, non si vedono più. Il coprifilo, quel profilo in legno, alluminio o pvc che rifinisce il raccordo tra il telaio del serramento e la parete, nasce come elemento estetico, pensato per coprire la fuga di posa e restituire un raccordo preciso ed esteticamente ordinato.
Nelle mani sbagliate, però, diventa altro: diventa il“ coprivergogna”. Dietro a un coprifilo si può nascondere di tutto: una fuga irregolare colmata a occhio, una schiuma estrusa senza criterio e poi tagliata di netto, un nastro autoespandente mal posato, un giunto privo di qualsiasi membrana, una spalletta mai rasata, un davanzale passante mai interrotto. Il cliente vede un raccordo lineare e ordinato, firma il verbale soddisfatto, il posatore incassa e se ne va. La“ vergogna”, cioè il giunto eseguito male, resta sigillata nel muro: invisibile, ma vivissima. Perché il problema è che gli errori nascosti non spariscono, lavorano. Nei mesi freddi la condensa interstiziale si forma, la schiuma si inzuppa, il controtelaio marcisce e la muffa risale lungo le spallette interne. Quando la patologia diventa visibile, di solito a garanzia ancora aperta, il coprifilo viene rimosso e sotto si scopre il disastro. A quel punto non c’ è coprifilo che tenga: restano solo una contestazione, un intervento da rifare e una reputazione compromessa. Il punto da fissare è questo: una posa eseguita a regola d’ arte non ha bisogno del coprifilo per nascondere nulla. Il coprifilo torna a essere ciò che deve essere, una semplice finitura estetica, solo quando il giunto sottostante è completo, fissato meccanicamente, isolato, nastrato e impermeabilizzato secondo la Normativa UNI 11673-1. In altre parole: il coprifilo deve coprire un bel lavoro, non una vergogna.
IL VALORE NASCOSTO DELLA POSA A REGOLA D’ ARTE
Distinguere oggi un’ azienda da un’ altra significa esattamente: lavorare come se il coprifilo non esistesse, come se ogni giunto dovesse restare in vista. È un cambio di mentalità, prima ancora che di tecnica. Documentare la posa con fotografie del giunto prima della finitura, formare i posatori secondo la UNI 11673-2 e qualificarli presso organismi terzi non sono adempimenti burocratici. Sono la prova, verificabile e firmata, che sotto al coprifilo c’ è competenza, non improvvisazione. Perché ciò che non si vede è esattamente ciò che, nel tempo, fa la differenza.
L’ AUTORE
Graziano Corghi Consulente tecnico e formatore specializzato nel settore della serramentistica e della posa in opera qualificata del sistema foro finestra. Opera da oltre 45 anni nel comparto degli infissi, occupandosi di progettazione, ricerca e sviluppo, formazione e consulenza normativa per imprese e professionisti. È Direttore Tecnico di Serramento Bio Academy e membro dell’ organo UNI / CT 033 / GL 12, partecipando alla stesura e revisione delle norme UNI su finestre, porte, sistemi oscuranti e relativi sistemi di installazione. È esaminatore e Organismo di Valutazione ICMQ per la qualifica dei posatori di serramenti secondo la UNI 11673. Ideatore del marchio Serramento Bio, promuove un approccio orientato alla sostenibilità ambientale, all’ efficienza energetica e alla qualità della posa in opera, collaborando con aziende, associazioni di settore e progettisti su tutto il territorio nazionale.
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