TECNOLOGIA
C’ è un incubo che accomuna ogni serramentista, dal titolare dello showroom di provincia al posatore più scafato: arrivare in cantiere con un alzante scorrevole da trecento chili, sollevarlo con la gru, presentarlo al vano e scoprire che... non entra. O peggio, che entra, ma il muro è talmente“ a banana” che le mostrine non coprono il vuoto, o che il fuori piombo costringe a spessori acrobatici che compromettono l’ estetica e la tenuta termoacustica. Per evitare il rischio, oltre alla ricetta tradizionale fatta di olio di gomito, metro a nastro, distanziometro laser e tanta, tanta esperienza, oggi ci si può affidare alla Reality Capture, letteralmente: cattura della realtà.
REALITY CAPTURE TRA 3D E AI
Antonio Sonzini
Come i sistemi di acquisizione tridimensionale automatizzati stanno rivoluzionando il rilievo delle aperture, riducendo errori di misura e tempi di sopralluogo
COME FUNZIONA, IN CONCRETO
Questa soluzione, pur basandosi su attrezzatura estremamente complessa, può essere facilmente descritta. Un laser scanner 3D emette impulsi che rimbalzano sulle superfici e tornano al sensore. Il tempo di ritorno consente di calcolare la distanza con precisioni millimetriche. I modelli più evoluti, spesso integrati in ecosistemi come quelli sviluppati da Leica Geosystems o Faro Technologies, producono una mappa tridimensionale completa del vano finestra e dell’ ambiente circostante. Il risultato è una rappresentazione digitale fedele dell’ ambiente reale, chiamata“ nuvola di punti”, dalla quale è possibile estrarre qualsiasi misurazione con una precisione che, a seconda dello strumento utilizzato, varia da pochi millimetri a meno di un millimetro. Per capirsi: un buon laser scanner professionale misura con una precisione di ± 1-2 mm, paragonabile o superiore a quella che otterrebbe un operatore esperto con il metro. Ma la vera novità non è solo la precisione: è la quantità di informazioni acquisite
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