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0CCHIELLO CANTIERE
Per l’ isolamento termico, il materiale d’ elezione è la schiuma poliuretanica. Ma attenzione: il tempo delle schiume rigide è finito. I micromovimenti dell’ edificio e il carico dato da infissi sempre più pesanti, richiedono l’ uso esclusivo di schiume poliuretaniche elastiche, capaci di assecondare le dilatazioni senza fessurarsi. Tuttavia, avere il prodotto giusto non basta. Il corretto utilizzo della schiuma in cantiere è governato da tre regole d’ oro, troppo spesso ignorate.
• Inumidire sempre le superfici prima e dopo l’ estrusione- la schiuma reticola( indurisce) grazie all’ umidità. Nebulizzare acqua sulla muratura prima dell’ applicazione garantisce una struttura cellulare fine e omogenea, nebulizzare acqua dopo l’ e- strusione, massimizza la resa creando una pellicola protettiva ed evitando degradi nel tempo.
• Dosaggio controllato- il giunto non va mai riempito al 100 %. Estrudere la schiuma per circa il 50-60 % del volume disponibile è sufficiente per saturare lo spazio in fase di espansione, senza creare pressioni anomale sul controtelaio.
• Non tagliare mai le eccedenze- è l’ errore più diffuso. Tagliare la schiuma indurita col taglierino significa asportarne la pellicola protettiva superficiale, esponendo la struttura a celle aperte all’ assorbimento dell’ umidità e al degrado.
SCHEMA DEL NODO INFERIORE DEL FORO FINESTRA: IL SOTTOBANCALE ISOLANTE INTERROMPE IL PONTE TERMICO TRA INTERNO ED ESTERNO E GARANTISCE IL CORRETTO APPOGGIO DEL SERRAMENTO
LA CONDENSA INTERSTIZIALE ED IL RUOLO DELLE MEMBRANE TECNICHE
Arriviamo alla patologia più temuta: la condensa interstiziale. A differenza di quella superficiale, questa avviene all’ interno del giunto. Durante i mesi freddi, l’ aria calda e umida domestica cerca di uscire dai giunti di posa. Se penetra nel giunto primario e viaggia verso il freddo, la sua temperatura si abbassa fino al“ punto di rugiada”, trasformandosi in acqua. La schiuma si inzuppa, i controtelai marciscono e la muffa affiora sulle spallette interne. Per prevenire questo grave problema, la progettazione si affida alle linee guida della norma UNI 11673-1 e precisamente al piano di tenuta all’ aria, dall’ interno verso l’ esterno. Il giunto di posa deve essere impermeabile al vapore dalla parte interna mentre deve essere traspirante verso l’ esterno. Per gestire questo delicato equilibrio idrometrico, i protagonisti assoluti sono le membrane tecniche( o pellicole).
Tutto ruota attorno al valore Sd( Spessore equivalente d’ aria), che indica la resistenza di un materiale al passaggio del vapore.
• Lato interno( freno o barriera al vapore)- sul lato caldo del giunto applicare membrane con un valore Sd elevato. Il loro compito è sigillare ermeticamente il giunto, impedendo all’ umidità prodotta in casa di infilarsi tra muro e controtelaio. La nastratura deve essere continua: un errore classico in cantiere è non sigillare perfettamente gli angoli o usare nastri adesivi non idonei che si scollano dopo pochi mesi.
• Lato esterno( membrana traspirante)- qui la logica si inverte. Applicare pellicole con un valore Sd molto basso. Queste membrane sono“ intelligenti”: bloccano l’ acqua piovana e il vento( tenuta agli agenti atmosferici), ma sono altamente permeabili al vapore. Se dovesse formarsi della condensa all’ interno del giunto, questa pellicola le permetterà di evaporare verso l’ esterno, tenendo asciutto il nodo primario.
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