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Il Responsive Design non serve tuttavia a creare versioni di un sito web specifiche per il mobile: non esiste la necessità di versioni diverse! Ciò che un buon webmaster progetta e realizza deve essere auto-adattante rispetto all’enorme varietà di dispositivi con cui viene fruito (TV, Desktop, Laptop, Tablet, Smartphone…). Gli obiettivi minimi per realizzare un’esperienza responsive adeguata e moderna sono quindi i seguenti: • Adattare il layout del sito al più ampio numero di risoluzioni possibile. • Adattare le dimensioni delle immagini (e di tutti i contenuti solitamente a larghezza fissa) alla risoluzione e alle dimensioni dello schermo. • Consegnare immagini meno pesanti ai dispositivi mobile, che non sempre possono sfruttare la banda larga. • Semplificare il layout delle pagine per i dispositivi con schermi piccoli. • Nascondere elementi non essenziali su questi dispositivi. • Fornire un’interfaccia adeguata all’interazione touch per i device che la prevedono. • Individuare e sfruttare, se necessario, funzionalità adatte al mobile (ad esempio la geolocalizzazione). Cito un’espressione che riassume efficacemente la filosofia del Responsive Design: “Content first and Mobile first”. Prima i Contenuti: Per “contenuti” si intendono il logo, i testi, le immagini, il menu principale, le sezioni secondarie, i moduli di ricerca e così via... In siti web di piccole dimensioni è sufficiente affidarsi a IT’S SHINY 54 MAGAZINE carta e penna per tracciare gli elementi principali e disegnare uno schizzo preliminare dei layout che intendiamo implementare. Prima il Mobile: Secondo questa filosofia è necessario partire dalla strutturazione dei contenuti per il piccolo schermo dei dispositivi mobili. Non si parte da un layout e da un set di funzionalità concepiti per il desktop per poi adattarli al mobile. Al contrario, si parte dai limiti posti dai dispositivi mobili per concentrarsi al meglio sui contenuti essenziali, per poi arricchire il tutto sui dispositivi più capaci, man mano che aumentano le dimensioni dello schermo e la potenza dell’hardware. Luca Tenneriello