Crea
ture del Sottosuolo
di Fabrizio Rigante
I
n una campagna distante dal centro cittadino, in una notte
piovosa, tre uomini e una donna si ritrovarono in un casolare
abbandonato. La donna, nonostante la tarda nottata, indossava
degli occhiali da sole scurissimi che impedivano totalmente la
visione degli occhi. Degli uomini, uno era vecchio: capelli lunghi, occhi piccolissimi e vitrei, un bastone di legno che serviva
per sorreggere il peso della sua vecchiaia, almeno così sosteneva, e una gamba zoppa, la destra. Gli altri due uomini erano dei
brutti ceffi: uno era alto, muscoloso, aveva una benda sull’occhio
e quello sano non mostrava particolari segni di intelligenza. L’altro indossava un lungo mantello nero. Dello stesso colore erano
i guanti e gli scarponi.
Si erano riuniti nel casolare per discutere di importanti questioni. Il vecchio era seduto a capo tavola; alla sua destra la donna,
alla sua sinistra l’uomo con la benda, accanto al quale vi era l’uomo col mantello.
- Ottimo lavoro! - disse il vecchio. La sua voce era roca, ma a
tratti diventava sibilante. - Gli sbirri sono ormai lontani. Prese un grosso sacco che si trovava per terra, accanto a lui; lo
mise sul tavolo, lo aprì e ne estrasse una lampada tutta dorata.
- Non appena smetterà di piovere - riprese il vecchio, - andremo
a Connecticut e divideremo il valore di questa lampada - mentre
se la girava e rigirava tra le mani.
La donna sembrava contrariata.
- Restare uniti sarebbe troppo pericoloso. - disse, rivolgendosi
al vecchio prima e all’uomo con il mantello poi. - Gli sbirri seguirebbero facilmente le nostre tracce. Propongo di dividerci e
di ritrovarci fra tre giorni a Connecticut. Il vecchio non era d’accordo.
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