domani mattina. Mi assicurerò per bene di spargere la voce
che sei stato tu ad impedirmelo. Dando tanto di generalità e
indirizzo. Vedrai come ti “ricompenseranno”.
Simone inghiottì amaro. Era una minaccia bella e buona, un
colpo basso.
Stava pensando a quel bullo dodicenne che abitava in fondo
alla strada. Stava a scuola con lui, non nella stessa classe
ma comunque a “portata di tiro” e dava degli scapaccioni
memorabili.
- Dimmi, per caso hai dei regali anche per Carlo? Chiese,
riferendosi proprio a quel ragazzino.
- Non ricordo tutti i nomi. Se è sulla lista, allora si.
- E questa lista la si può vedere?
- Teoricamente no, sai, per ragione di privacy. Riservatezza.
Se n’è fatto un gran parlare negli ultimi tempi e la Lapponia
è in Finlandia, che è nella Comunità Europea e ci siamo
dovuti adeguare alla normativa. Ma tu mi sembri uno che
non fa scherzi e non si mette a sparlare in giro dei desideri
degli altri. Perciò, va bene, visto che non c’è altro modo di
convincerti.
Fece una pausa prima di continuare. Aveva la gola secca. Gli
capitava sempre quando stava raccontando un mucchio di
frottole.
- La lista ce l’ho su, nella slitta parcheggiata sul tetto di casa
tua, sotto la trapunta del sedile per evitare che voli via. Tira
parecchio freddo, stanotte, come di consuetudine. Ho fatto
domanda di essere destinato a zone tropicali, dove il clima
è migliore a dicembre, ma non c’è stato verso. Sono posti
troppo ambiti e le colleghe renne che svolgono regolarmente
quelle tratte non vogliono saperne di fare a cambio. Allora,
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