Rimase impietrito e lo stomaco gli si contorceva nuovamente, si piegò come una sedia a sdraio su se stesso, poggiò le
mani sul piano che lo sosteneva e vomitò: suoni, odori, parole confuse, musiche e immagini gli uscivano direttamente
dall’ interno.
Si alzò e si diresse sollevato verso la sua cara e mai più amata sedia arrugginita. Si sedette consapevole di ciò che aveva
nella tasca del suo giaccone, lo tirò fuori e lo mangiò.
Mai nessun pezzo di pane glie ra parso tanto saporito.
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