FOCUS I L’ intelligenza artificiale entra in vetreria
FOCUS I L’ intelligenza artificiale entra in vetreria
strato in maniera approfondita e specifica su un ambito specifico, integrato con i dati aziendali e con i motori di calcolo del settore, può invece dare risposte affidabili. È qui che la conversazione sull’ IA in vetreria si separa da quella generica: dal“ usiamo ChatGPT anche noi” al“ quale IA è pensata per il nostro mestiere”.
L’ AGENTE GLASSADVISOR: UNA IA DEL VETRO TUTTA ITALIANA glassAdvisor, per fare un esempio concreto, ha sviluppato un agente IA verticale pensato per i vetrai: capisce il linguaggio del mestiere, conosce norme e prodotti del settore, aiuta a leggere capitolati, supporta la scelta della configurazione più adatta a un progetto, si integra con il gestionale per suggerire composizioni che si hanno a magazzino. Il punto architetturale su cui vale la pena soffermarsi è però un altro, e non è secondario. Nell’ ambito che definiamo come IA Verticale, capita che si usino sistemi misti tra reti neurali motori di calcolo. Nel caso della IA verticale di glassAdvisor, infatti, la parte scientifica del lavoro, il calcolo termico, ottico ed energetico della vetrata non è delegata alla rete neurale che risponderebbe sempre con valori diversi. Sarebbe un errore grave: le reti neurali sono strumenti straordinari per capire il linguaggio e trasmettere idee, ma non danno garanzie precise sui numeri che producono, e chissà che via neurale prenderebbero per arrivare a un valore Ug. Sotto l’ IA che dialoga con l’ utente c’ è il configuratore glassAdvisor: software di calcolo scientifico, certificato, verificabile, aggiornato con le norme ed i prodotti correnti. In pratica: l’ IA interpreta la richiesta(“ mi serve una vetrocamera per una facciata a Milano con Ug sotto 1,0 e un fattore solare moderato che rispetti i CAM”), traduce quella richiesta in parametri di calcolo, interroga il configuratore, riceve i valori certificati, li restituisce all’ utente. L’ IA di glassAdvisor usa essa stessa il configuratore glassAdvisor prima di risponderti. Il beneficio operativo è concreto. Una configurazione complessa che oggi richiede a un tecnico venti minuti di lavoro nel configuratore( provare combinazioni, verificare valori, correggere) con l’ agente si risolve in due o tre minuti.
COSA FARE ADESSO Chi aspetta“ che l’ IA arrivi in azienda” ha già perso qualche anno: c’ è già entrata, solo che spesso lo ha fatto per vie non governate. Chi crede che basti aprire un browser e chiedere si troverà, prima o poi, a firmare documenti che non è in grado di verificare. La via di mezzo, sperimentare in modo ordinato, su casi d’ uso limitati, con persone formate e strumenti adatti al proprio mestiere, è l’ unica sensata. Vale, in fondo, la stessa regola che abbiamo visto per la DoP: oggi è una buona pratica, domani sarà semplicemente il modo in cui si lavora.
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