RIVISTA DEL VETRO Ottobre 2026 | Page 57

nuovo edificio che è interamente dedicato a uffici e spazi di supporto ha una struttura compatta: vuoti angolari a doppia altezza e ampie superfici vetrate scavano il volume e interrompono la trama dell’ involucro, amplificando la luce e dare forma a terrazze praticabili. L’ ultimo piano è arretrato per creare un’ ampia terrazza continua perimetrale. L’ involucro è caratterizzato da una maglia strutturale in legno che risulta parzialmente a vista rispetto alla facciata a cellule con moduli vetrati a tutta altezza e brise-soleil in lamiera forata. Tale struttura ombreggiante ha la funzione di controllare e modulare i carichi solari, ottimizzando il comfort termico, ma è orientata in modo da lasciare la piena visibilità dell’ esterno dalle postazioni di lavoro. In questo modo la visione dell’ e- dificio risulta mutevole a seconda dei punti di osservazione in quanto gioca sulla variabilità percettiva dell’ involucro. La facciata a doppia pelle sviluppata da Pirchler Projects presenta una pensilina esterna praticabile, con funzione di percorso di manutenzione e da filtro spaziale, che si innesta in un sistema di pale frangisole( circa 80 kg ciascuna) in mesh di alluminio a passo regolare di circa 1,5 metri che producono importanti sollecitazioni statiche e vincoli progettuali per i sistemi di ancoraggio. La progettazione dell’ involucro ha richiesto sia un’ attenta verifica dei carichi, in particolare per il fissaggio della pensilina e dei sistemi di schermatura, esposti alle azioni del vento e agli agenti atmosferici, sia l’ integrazione delle facciate a cellule Schüco SG per circa 5700 mq direttamente su solai in legno, attraverso lo sviluppo di sistemi di fissaggio dedicati e verifiche statiche puntuali. I vetri utilizzate per le cellule sono composti da: 10 mm Stopray Vision 62 / 33T pos. 2( temprato termicamente con trattamento Heat Soak), 20 mm Argon 90 %, Stratophone Clearlite 55.4 ricotto( Ug = 1,0W / m ² K, Rw = 46dB). Non meno impegnative sono state le fasi di montaggio che hanno richiesto la protezione dei solai lignei contro i danneggiamenti durante la posa degli elementi prefabbricati; le soluzioni specifiche adottate durante l’ installazione delle cellule di facciata( fissaggio a farfalla) e per la continuità delle prestazioni dell’ involucro dovute alla presenza di nodi architettonici quali angoli, superfici inclinate, coperture sopra terrazze e volumi aggettanti.
SOSTENIBILITÀ SPINTA L’ utilizzo di legno lamellare certificato con diverse soluzioni di prefabbricazione in funzione della velo-
COMMENTO DI...
MARCO COLLODEL, KEY ACCOUNT MANAGER VETRODOMUS
Questo è un progetto in cui la parte ingegneristica riveste un ruolo importante anche per quanto riguarda i vetri. Quali sono state le indicazioni che avete avuto dai progettisti? In realtà le indicazioni sono state da subito chiare. La determinazione tecnica ed economica definitiva è avvenuta nell’ arco di poco più di un mese. La necessità di avere dei valori spettrofotometrici era già definita. Serviva un vetro con trasmissione luminosa di circa 60 % e un fattore solare vicino al 30 %. I due vetri presi in considerazione erano il Saint Gobain Cool-Lite SKN 165 e AGC Stopray Vision 62T. che poi è stato scelto per l’ aspetto blu neutro o grigio neutro a seconda dell’ angolo di visione. Il vision, inoltre, si caratterizza per una elevata stabilità angolare del colore. L’ altro vetro invece ha un aspetto neutro in trasmissione, ma caratterizzato da un riflesso esterno bluastro e dove prevale, in modo più percettibile, la componente azzurrata se osservato da angolazioni più estreme. Come valori i due vetri non sono uguali ma molto simili. Complessivamente, sono state lavorati circa 14.000 mq di vetro per un complessivo di circa 700 grandi lastre.
cità di cantiere e della qualità dello spazio costruito ha consentito un significativo risparmio di CO2 sia durante la costruzione sia rispetto all’ intero ciclo di vita dell’ edificio. Nell’ insieme sono stati utilizzati strutturalmente circa 1.600 mc di legno: dal primo al quinto piano della nuova palazzina uffici, nel corpo di collegamento tra le corti interne e in parte della struttura di copertura della“ serra” di ingresso. Nel progetto del Zucchetti Village tutte le soluzioni progettuali adottate sono infatti orientate a promuovere un ambiente costruito più salubre, ridurre le emissioni di CO2, ma anche a rispettare i criteri di riuso dei materiali alla fine del ciclo di vita dell’ edificio, compresa la facile rimozione delle strutture primarie che ne aumenta ulteriormente la sostenibilità. L’ uso dell’ acqua di falda per la climatizzazione, il recupero delle acque piovane e l’ esteso canopy fotovoltaico in copertura completano il sistema di ottimizzazione dell’ intero complesso.
57