IL COMMENTO DI …
Marco Collodel, Vetrodomus
La scelta del vetro non è stata immediata. L’ indicazione dei progettisti e della DL puntava su un vetro neutro, tendenzialmente chiaro ma che allo stesso tempo rispettasse i parametri richiesti dalla Legge 10, quindi con un fattore solare vicino al 35 % e Ug = 1.0 W / m ² K. e nello stesso tempo anche i requisiti acustici. La stratigrafia ha giocato un ruolo fondamentale: 10 mm vetro esterno, 16 mm di intercapedine per raggiungere l’ equilibrio tra prestazioni termiche e acustiche e vetro interno stratificato munito di pvb acustico. Il coating identificato è stato quindi il 70 / 35 temperabile. I vetri sono stati tutti campionati nella dimensione mm 500x500. Fra le due composizioni candidate con uguali parametri e costi i progettisti hanno scelto Cool-Lite Skn 176 II di Saint Gobain Italia in base all’ effetto ottico / visivo ovvero puramente estetico. Allora infatti non era ancora stato immesso sul mercato la versione coating SKN 175 II.
F orte è il contrasto fra il nuovo headquarter in vetro e metallo blu rispetto al cemento prefabbricato grigio e alle facciate cieche degli adiacenti capannoni industriali. È stato sufficiente l’ inserimento di un nuovo edificio affinché il contesto produttivo di Vascon di Carbonera( TV), simile a tanti altri del territorio veneto, assumesse una connotazione innovativa con solo dal punto di vista estetico ma anche per quanto riguarda l’ organizzazione funzionale. La sede di quattro società appartenenti allo stesso gruppo, progettata dallo studio Carlana Mezzalira Pentimalli, è la concretizzazione di un processo di integrazione fra architettura, arte e collettività negli spazi lavorativi e, al tempo stesso, costituisce un terreno fertile per l’ innovazione, la collaborazione e una spiccata dimensione sociale. Un processo che unisce percorsi fluidi, efficienza organizzativa e distribuzione intelligente degli ambienti, rendendo il luogo di lavoro flessibile alle trasformazioni imposte dallo smart working e dalla digitalizzazione e in grado di conciliare le esigenze della vita privata e di quella lavorativa. L’ hub logistico e direzionale è organizzato in spazi informali, accoglienti dall’ atmosfera quasi domestica per la condivisione e l’ attività all’ aria aperta e dove interni ed esterni si susseguono senza soluzione di continuità. L’ intervento oltre al fabbricato ex novo di quattro piani ha previsto la conversione degli uffici esistenti in magazzino logistico e l’ ampliamento verso nord. La riorganizzazione funzionale dell’ area d’ intervento con espansione e aggiunta di un nuovo piazzale merci ha permesso di ottimizzare gli spazi e la comunicazione tra i diversi comparti assicurando maggiore efficienza logistica, flessibilità e contenendo i costi di costruzione. Ogni elemento architettonico è stato studiato per essere adattabile e reversibile nel tempo: dal telaio strutturale isotropo con corona perimetrale a sbalzo che libera gli interni al tetto come spazio della collettività.
75