EDITORIALE di Simona Piccolo- simona. piccolo @ dbinformation. it
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Il 2026 si presenta come un passaggio tutt’ altro che semplice. La riduzione progressiva degli incentivi, l’ intrico normativo, le tensioni internazionali e un quadro regolatorio ancora incerto metteranno alla prova l’ intera filiera del vetro, del serramento e dei macchinari. Sarà un anno in cui ogni decisione peserà più del solito. Nel comparto abitativo, la domanda continuerà comunque a trovare sostegno negli strumenti ancora disponibili. Questo consentirà di assorbire gradualmente l’ inevitabile raffreddamento seguito alla stagione straordinaria del superbonus. Diverso lo scenario del non residenziale. Qui la spinta arriverà soprattutto dagli investimenti pubblici: Conto Termico, fondi del PNRR, programmi per la residenzialità pubblica e nuove infrastrutture sanitarie. Un fermento reale, che tuttavia convive con problemi non secondari: l’ aumento dei costi delle materie prime, la tensione sulla disponibilità del vetro e un impianto urbanistico ancora troppo debole per sostenere le esigenze del Paese— come evidenziato da Mauro Durazzi, presidente di UNICMI. Sul fronte dei macchinari, il Governo ha annunciato l’ intenzione di rimuovere il vincolo territoriale“ Made in UE / SEE” per l’ accesso all’ iperammortamento, aprendo di fatto all’ agevolazione anche per beni prodotti fuori dall’ Unione Europea. La posizione è stata chiarita da Bruno Bettelli, alla guida di Federmacchine, che rappresenta dodici associazioni della meccanica strumentale italiana. Bettelli ha richiamato l’ attenzione sui decreti attuativi ancora mancanti, attesi sin dai primi mesi del 2026: un vuoto regolatorio che rischia di bloccare investimenti e ordini proprio quando le incertezze geopolitiche renderebbero necessario rafforzare le catene produttive interne. L’ idea di superare la clausola“ Made in UE”, nata per proteggere la produzione europea, introduce ulteriori dubbi. Da qui la richiesta— netta— di garantire che tutti i macchinari extra-UE destinati al mercato italiano rispettino gli stessi requisiti di sicurezza e certificazione previsti per i produttori europei. Il 2026 sarà comunque un anno necessario, difficile, sì, ma anche indispensabile. Il 2026 rappresenterà un punto di passaggio tra una fase straordinaria e una nuova stagione in cui conteranno soprattutto innovazione, competenze e capacità di visione.
2026: un anno complesso, ma decisivo
CARO LETTORE
IL 2026
SARÀ UN ANNO CHE METTERÀ ALLA PROVA LE AZIENDE: PREMIERÀ CHI SAPRÀ LEGGERE IL CAMBIAMENTO CON ANTICIPO
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