FOCUS
Serigrafia su vetro: tecnologia, controllo e qualità nel ciclo integrato
adottare metodologie di misura e calcolo più sofisticate, potenzialmente in grado di fornire valori più rappresentativi delle reali prestazioni dei vetri diffondenti. Dall’ altro, tali approcci potrebbero collocarsi al di fuori del perimetro normativo attualmente riconosciuto, sollevando questioni di legittimità formale dei dati dichiarati. In altre parole, il valore sarebbe corretto ma non si potrebbe dichiarare in una Dichiarazione di Performance. È preferibile un valore tecnicamente più accurato ma ottenuto con metodi non ancora codificati, oppure un dato formalmente ineccepibile ma potenzialmente distorto? Il mercato, nella sua prassi consolidata, ha spesso optato per la seconda strada, privilegiando la conformità procedurale rispetto all’ accuratezza sostanziale. Questa scelta, comprensibile dal punto di vista della certezza giuridica e commerciale, porta tuttavia con sé il rischio di alimentare aspettative non allineate alle prestazioni effettive dei prodotti. La conseguenza più evidente di questa situazione è lo stupore che ancora oggi pervade il settore quando ci si confronta con la difficoltà di dichiarare e calcolare in modo affidabile le prestazioni di prodotti che appartengono alla tradizione vetraria da così lungo tempo. È una consapevolezza che emerge periodicamente nelle discussioni tecniche, nei tavoli di confronto tra produttori e progettisti, nelle richieste di chiarimento che giungono ai laboratori di prova ed ai fornitori di software specializzati come glassAdvisor.
IMPLICAZIONI PRATICHE: IL CASO DELLE FACCIATE SERIGRAFATE Le problematiche fin qui descritte assumono particolare rilevanza nel contesto delle facciate continue, dove l’ impiego di vetri serigrafati risponde spesso all’ esigenza di modulare l’ apporto solare e ridurre l’ effetto“ serra” di superfici integralmente vetrate. La serigrafia, applicando pattern di smalto ceramico sulla superficie del vetro, consente di ridurre la trasparenza e modificare il comportamento termico della facciata, offrendo al contempo interessanti possibilità espressive sul piano architettonico. In questo ambito applicativo, una stima non accurata del fattore solare può tradursi in errori di dimensionamento degli impianti di climatizzazione o in un comfort termico interno diverso da quello previsto in fase progettuale. Se il fattore solare viene sottostimato a causa delle limitazioni degli strumenti di misura, si potrebbe sovradimensionare l’ impianto di raffrescamento; viceversa, se le formule di calcolo non colgono appieno il comportamento reale del vetro serigrafato, le prestazioni energetiche dell’ involucro potrebbero discostarsi dalle previsioni. Non si tratta di errori macroscopici, nella maggior parte dei casi, ma di scostamenti che in un contesto di progettazione sempre più orientato all’ efficienza energetica e alla certificazione prestazionale posso-
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