LA TRANSIZIONE GREEN Oggi , tuttavia , il fattore che influisce con maggiore forza sul futuro del mercato dell ’ energia è costituito dalla “ transizione green ”. I Paesi del mondo occidentale , e fra essi con maggiore convinzione l ’ Unione Europea , si stanno impegnando per ottenere risultati di decarbonizzazione con scadenze ravvicinate . Sul “ green deal ” - gli obiettivi , le problematiche della sua attuazione , gli effetti collaterali , i rischi paventati per i bilanci delle imprese e delle famiglie - non occorre spendere troppe parole , è materia di quotidiana discussione . È recente uno studio della BCE sui costi della transizione verde per le imprese in termini di minore produttività , sia a breve che a medio termine . Secondo lo studio le aziende che inquinano di più vedranno le proprie performance economiche ridursi di circa un terzo nei prossimi cinque anni . Il recupero potrà avvenire solo investendo in nuove tecnologie più ecologiche e digitali . Secondo l ’ AIE il fabbisogno extra di energia elettrica sarà soddisfatto per intero da fonti pulite , che si svilupperanno a un ritmo doppio rispetto al quinquennio 2018-23 . La quota dei fossili scenderà sotto il 60 % nel mix elettrico , arrivando al 54 % nel 2026 . Già nel prossimo anno le rinnovabili forniranno oltre un terzo dell ’ elettricità nel mondo , superando il carbone avviato a un “ declino strutturale ”, mentre in Europa le centrali bruceranno sempre meno gas . Per il 2025 l ’ AIE prevede anche la possibilità di un record storico per il nucleare , con 2.809 TWh generati dall ’ atomo . Ma l ’ AIE avverte che i ritardi nella costruzione di nuovi reattori , insieme alla disattivazione prevista in alcuni Paesi come la Germania e alla fermata di un certo numero di impianti per manutenzione , potrebbero fare mancare l ’ obiettivo . In che modo questi fattori su scala globale impatteranno sull ’ economia italiana ? Secondo le rilevazioni di Terna , la società che gestisce la rete elettrica nazionale , nel 2023 i consumi elettrici italiani sono diminuiti del 2,8 % rispetto al 2022 . Le fonti rinnovabili hanno coperto complessivamente il 36,8 % della domanda , rispetto al 31 % del 2022 . L ’ aumento è dovuto al contributo di tutte le fonti e , in particolare , della produzione idroelettrica , tornata in linea con i valori storici . Come nel resto d ’ Europa , anche in Italia scendono i consumi industriali . L ’ indice IMCEI elaborato da Terna , che prende in esame
A INIZIO 2024 BUONI SEGNALI DALLA FIDUCIA NEI SERVIZI
( ITALIA , DATI TRIMESTRALI , MLD EURO E INDICI 2021 = 100 )
460
450
440
430
420
410
400
T1-2021
T2-2021
PIL Fiducia manifattura ( destra ) Fiducia servizi ( destra )
T3-2021 T4-2021 T1-2022 T2-2022 T3-2022
Fonte : elaborazioni CSC su dati Istat
i consumi industriali di circa 1.000 imprese “ energivore ”, registra una variazione negativa del 3,9 % rispetto al 2022 . L ’ analisi di Terna rileva un trend di riduzione che capovolge quello “ storico ”. Relativamente all ’ offerta , nel 2023 la domanda è stata soddisfatta per l ’ 83,3 % dalla produzione nazionale e
T4-2022 T1-2023 T2-2023 T3-2023 per la quota restante ( 16,7 %) dalle importazioni . Dai dati Terna si evince che quasi il 44 % dell ’ elettricità prodotta in Italia nel 2023 viene da fonti green ( idroelettrico , eolico , solare , biomasse e geotermico ). Il dato però non deve indurre in eccessivi entusiasmi . Nella maratona verso lo sviluppo delle rinnovabili l ’ I- talia non tiene il passo con i Paesi vicini . Germania e Spagna hanno superato il 50 % di rinnovabili , la Gran Bretagna è arrivata al 47 %, la Francia è al 27 %, ma considerando anche il nucleare arriverebbe al 93 %. E il nostro 44 % è troppo vicino al 43 % del 2014 , anno di sovraperformance dell ’ idroelettrico . In 10 anni , dunque , mentre gli altri corrono siamo rimasti più o meno sulle stesse posizioni , rendendo molto problematico centrare il target europeo del 60 % nel 2030 . Non è una buona notizia per chi già paga bollette molto più alte dei concorrenti esteri . Perché le rinnovabili non sono solo una via obbligata per la salvezza del pianeta , ma anche l ’ unico modo per ridurre l ’ esposizione delle aziende italiane ai sussulti imprevedibili dei mercati mondiali delle fonti energetiche .
T4-2023
T4-2024
115
110
105
100
95
90
85
35