RIVISTA DEL VETRO Aprile/Maggio 2024 | Page 33

ALLE IMPRESE E ALLE FAMIGLIE , NEI MESI SCORSI , I MEDIA HANNO ANNUNCIATO CON GRANDE ENFASI IL RITORNO DELLA BOLLETTA ELETTRICA A LIVELLI “ NORMALI ”. MA È PROPRIO VERO ? O C ’ È UN PO ’ DI CONFUSIONE NEI NUMERI ? DI FATTO , I LIVELLI ATTUALI SONO ANCORA QUASI DOPPI RISPETTO ALL ’ ESTATE 2022 , PRIMA DELL ’ IMPENNATA CHE HA PRECEDUTO E SEGUITO LA GUERRA IN UCRAINA

ALLE IMPRESE E ALLE FAMIGLIE , NEI MESI SCORSI , I MEDIA HANNO ANNUNCIATO CON GRANDE ENFASI IL RITORNO DELLA BOLLETTA ELETTRICA A LIVELLI “ NORMALI ”. MA È PROPRIO VERO ? O C ’ È UN PO ’ DI CONFUSIONE NEI NUMERI ? DI FATTO , I LIVELLI ATTUALI SONO ANCORA QUASI DOPPI RISPETTO ALL ’ ESTATE 2022 , PRIMA DELL ’ IMPENNATA CHE HA PRECEDUTO E SEGUITO LA GUERRA IN UCRAINA

Bruno Marchi

U na parte dell ’ equivoco viene dall ’ andamento del prezzo del gas , oggi responsabile di una parte minore della produzione elettrica ma ancora capace , in virtù delle assurde regole del mercato di Amsterdam , di condizionarne pesantemente il prezzo . È la quotazione del gas a essere tornata nelle vicinanze dei livelli pre-guerra , e nonostante l ’ aumento del disordine internazionale il gas continua ad affluire in Europa da un mix di fornitori che hanno sostituito gran parte delle forniture russe . Ma se il prezzo del gas scende non è dovuto solo all ’ abbondanza e disponibilità contingente dell ’ offerta , quanto alla riduzione della domanda . Le industrie europee , che sono i maggiori consumatori di energia , ne consumano meno perché dopo la vivace ripresa post Covid l ’ attività produttiva , già a partire dal 2022 e per tutto lo scorso anno , ha rallentato sensibilmente . Al contrario , il prezzo del petrolio continua a rimanere su livelli più alti . Le scorte di greggio infatti sono in discesa perché , mentre la domanda è tirata dagli emergenti , l ’ offerta è limitata dai cali nei Paesi OPEC ed ex URSS nonostante l ’ aumento negli USA . Anche nel 2024 la crescita , in Italia come nel resto del mondo sviluppato , appare frenata . Secondo l ’ ultimo report del CSC ( Centro Studi Confindustria ), non sono pochi i fattori negativi che spingono il freno : il blocco del traffico commerciale nel Canale di Suez , il petrolio che in controtendenza continua a rincarare , il taglio dei tassi ancora rinviato , la contrazione del credito alle imprese . L ’ inflazione italiana è rimasta bassa e stabile a febbraio (+ 0,8 % annuo ) ma quella media dell ’ Eurozona , pur scendendo (+ 2,6 %), resta sopra la soglia BCE del + 2,0 %. Inoltre , le attese di inflazione a un anno sono salite ( 2,4 % nell ’ Eurozona , 2,5 % negli USA ). Perciò , a marzo , la BCE ha lasciato i tassi fermi ( 4,50 %) e la FED è attesa fare altrettanto ( 5,50 %). I mercati hanno spostato in avanti ( giugno ) l ’ attesa del primo taglio . Tutto ciò si traduce nella debolezza della domanda interna e degli investimenti delle imprese . A febbraio gli ordini delle imprese di beni strumentali sono diminuiti , insieme al sentiment delle aziende . I dati CSC segnalano un aumento del fatturato nell ’ industria a gennaio (+ 3,2 %), che suggerisce un recupero della produzione a inizio anno ( -0,5% nel 4 ° trimestre ). Secondo il CSC è lecito attendersi una stabilizzazione della produzione ; tuttavia , prosegue il decumulo di scorte e cala di nuovo la fiducia delle imprese manifatturiere , su livelli bassi . Vanno meglio i servizi . A febbraio , il PMI conferma che il settore è tornato a crescere moderatamente ( 52,2 da 51,2 ); la fiducia delle imprese , però , ha subito una battuta d ’ arresto dopo alcuni mesi di risalita . Tutto ciò fa prevedere un PIL ancora debole nel 1 ° trimestre 2024 . Più avanti l ’ orizzonte non è chiaro , è difficile individuare una direzione definita .

TREND DI MEDIO-LUNGO PERIODO Una indicazione relativa al trend di medio-lungo periodo viene dai consumi di energia . Secondo l ’ AIE ( Agenzia Internazionale dell ’ Energia ), il calo del consumo di energia elettrica in Europa è stato del 3,1 nel 2022 , seguito da un -3,2% nel 2023 . Una situazione definita dall ’ AIE come “ un declino di proporzioni storiche ”. I consumi industriali europei sono calati del 6 % circa in ciascuno dei due anni scorsi . L ’ AIE parla di “ segnali di distruzione permanente della domanda , specie nei settori energy intensive della chimica e della produzione primaria di metalli ”. Nonostante il rischio di deindustrializzazione che morde la struttura produttiva europea finora la temuta recessione non si è concretizzata , Germania a parte . Ma lo si è dovuto più alla tenuta dei servizi che all ’ industria manifatturiera . E mentre da un lato i prezzi bassi dell ’ energia assicurano un momentaneo sollievo , dall ’ altro ci si chiede con un po ’ di apprensione quanto potrà durare questa situazione di relativa bonaccia .
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