RIVISTA DEL VETRO Apr/Mag 2026 | Page 29

ad azienda e rappresentano la parte dell’ impatto ambientale che dipende direttamente dalle scelte operative di ogni vetreria. Raccogliere e strutturare questi dati richiede un’ analisi del sistema produttivo e un lavoro di organizzazione interna che non si improvvisa. Ecco perché il momento giusto per iniziare è adesso: non perché la normativa lo imponga già, ma perché chi arriva preparato avrà un vantaggio competitivo significativo rispetto a chi aspetterà l’ obbligo. In questa direzione, glassAdvisor e la Stazione Sperimentale del Vetro stanno costruendo un gruppo di vetrerie disponibili a lavorare fin da subito alla documentazione del proprio sistema produttivo in ottica LCA. L’ obiettivo è duplice: offrire a queste aziende un percorso guidato per raccogliere i dati necessari, e contribuire alla costruzione della base dati certificata che sarà il fondamento del motore di calcolo LCA. Partecipare ha vantaggi concreti. Chi aderisce al gruppo influenza lo sviluppo della piattaforma portando le proprie esigenze nella fase di progettazione. L’ analisi congiunta riduce i costi rispetto a percorsi intrapresi singolarmente: più è ampio il gruppo, più è possibile ottimizzare il processo.
MA QUINDI BISOGNERÀ BUTTARE VIA TUTTO IL DATABASE DI DOP COSTRUITO NEGLI ANNI? È una domanda che molti vetrai si pongono, e la risposta è più scomoda del previsto: sì, le DoP archiviate diventano obsolete molto più in fretta di quanto si pensi. Non nell’ arco di anni, ma di mesi. I dati alla base del calcolo cambiano e spesso senza preavviso: gli spettri otticoenergetici dei vetri vengono aggiornati, le emissività dei coating vengono ricalibrate o le norme di misurazione evolvono – come è accaduto nel 2019 con la revisione della EN 12898, che ha modificato il modo in cui l’ emissività del coating viene tradotta in valore utile al calcolo della trasmittanza termica. Ognuno di questi cambiamenti può rendere una DoP calcolata anche solo due mesi fa non più utilizzabile anche rispetto allo stesso prodotto già fornito. Sia ben chiaro, la DoP va archiviata e tenuta per anni, e una DoP calcolata 1 anni fa continua a essere valida per la vetrata fornita 1 anno fa. Se però si fornisce la stessa vetrata oggi, la maniera più sicura di procedere è ricalcolarla e non recuperare quella precedente dall’ archivio. Il problema è quindi strutturale: ogni prodotto consegnato dovrebbe essere accompagnato, o avere disponibile, una DoP prodotta con i dati aggiornati al momento della fornitura. La DoP non può essere un documento

UNA DOP ARCHIVIATA ANCHE SOLO DUE MESI FA PUÒ GIÀ ESSERE OBSOLETA. L’ UNICA RISPOSTA

CONCRETA È INTEGRARE IL CALCOLO NEL GESTIONALE E GENERARLA

“ FRESCA” AD OGNI ORDINE statico da archiviare e riutilizzare negli anni, ma un documento vivo, ricalcolato preferibilmente a ogni ordine. Produrre DoP“ fresche” per ogni configurazione è un’ o- perazione costosa, ripetitiva e soggetta a errori se svolta manualmente. La conseguenza logica è che il calcolo della DoP debba essere integrato nel gestionale aziendale, non come funzione separata ma come parte del flusso di produzione. Chi ha già fatto questa integrazione sa che il tempo risparmiato e la riduzione degli errori ripagano l’ investimento in tempi rapidi. È una strada che si dovrà necessariamente intraprendere, e chi non è al passo oggi si troverà ancora più in difficoltà con i dati ambientali e con l’ avvento del Passaporto digitale di prodotto.

IL PASSAPORTO DIGITALE DI PRODOTTO: PREPARARSI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI C’ è un ulteriore elemento che le vetrerie farebbero bene a tenere nel radar: il Passaporto Digitale di Prodotto( Digital Product Passport, DPP). Previsto dal nuovo CPR e obbligatorio tra pochi anni, il DPP è molto più di una DoP digitale: è un contenitore strutturato di informazioni che accompagna il prodotto lungo tutta la sua vita utile, dalle caratteristiche tecniche alle informazioni ambientali, fino ai dati utili per il riciclo e il fine vita. Per il vetro piano includerà le stesse informazioni della futura Dichiarazione di Prestazione e Conformità( DoPC) – inclusi gli indicatori LCA – in un formato digitale interoperabile, pensato per essere letto e integrato da sistemi informatici lungo tutta la filiera edile. Chi non si prepara per tempo rischia di trovarsi tra pochi anni senza i processi, i dati e gli strumenti necessari per generare questo passaporto. La buona notizia è che costruire oggi una buona gestione digitale della documentazione – DoP automatizzate, dati di processo strutturati, LCA certificate – significa già percorrere buona parte della strada verso il DPP. Non si tratta di progetti separati: è un unico percorso di maturità digitale, che conviene iniziare adesso.
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