duttiva di una vetreria moderna. Da notare che siccome una parte importante dell’ impatto ambientale deriva dalla trasformazione del vetro( produzione della vetrata isolante) e quindi dai dati produttivi della singola vetreria, è per definizione un certificato che deve essere fatto partendo dai dati della vetreria stessa, e non può essere applicato genericamente a qualsiasi vetreria europea.
L’ URGENZA ATTUALE: I CAM E GLI APPALTI PUBBLICI Nonostante queste difficoltà, la pressione per ottenere certificazioni ambientali è concreta e immediata. I Criteri Ambientali Minimi( CAM) per le forniture pubbliche includono già requisiti relativi alla documentazione ambientale dei materiali da costruzione. Chi partecipa ad appalti pubblici nel settore delle costruzioni – e il vetro è spesso parte di queste forniture – si trova sempre più frequentemente a dover dichiarare l’ impatto dei propri prodotti poiché tale dichiarazione viene recepito come un fattore premiante. Non avere documentazione ambientale significa potenzialmente perdere commesse o mettere il proprio cliente nella condizione di non poter rispettare i requisiti di gara.
LA SVOLTA NORMATIVA: LA MARCATURA CE 2.0 La risposta a lungo termine viene dalla normativa europea stessa. Il nuovo Regolamento sui Prodotti da Costruzione( CPR 2024) ha avviato quella che possiamo
CHI FORNISCE APPALTI PUBBLICI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI
DI IGNORARE LA DOCUMENTAZIONE AMBIENTALE.
I CAM GIÀ OGGI LA RITENGONO UN FATTORE PREMIANTE
chiamare la Marcatura CE di seconda generazione. Tra le novità più rilevanti per il vetro, c’ è l’ introduzione dell’ obbligo di includere la valutazione dell’ impatto ambientale all’ interno della Dichiarazione di Prestazione e Conformità( DoPC, notare che la Conformità prima non c’ era). In futuro – verosimilmente tra il 2028 e il 2031 – l’ attuale DoP di una vetrocamera dovrà dichiarare non solo trasmittanza termica, fattore solare e le prestazioni che già conosciamo, ma anche gli indicatori di impatto ambientale derivati dall’ LCA. C’ è però un elemento cruciale già previsto nella nuova normativa, che cambia radicalmente la prospettiva: la possibilità di calcolare l’ impatto ambientale attraverso un motore di calcolo certificato, basato su dati certificati da un ente europeo notificato. Per capire l’ importanza di questo dettaglio, basta pensare a come funziona già oggi per i valori termici. Quando una vetreria deve dichiarare la trasmittanza termica Ug di una vetrocamera, non misura fisicamente ogni combinazione in laboratorio: usa un software di calcolo certificato che, a partire da dati certificati dei componenti, calcola il valore per quella specifica configurazione. Il risultato è riconosciuto ai fini della DoP. Lo stesso principio verrà applicato all’ impatto ambientale con una grande differenza, per eseguire una LCA sono necessari anche dati specifici di chi trasforma il vetro, e non solo dati dei vetri utilizzati( come succede per l’ attuale DoP). In futuro un configuratore con un motore LCA certificato potrà generare il report ambientale specifico per ogni configurazione, da allegare alla DoP. Niente più una EPD per ogni combinazione possibile: un calcolo certificato, dinamico, scalabile.
LA RISPOSTA DEL SETTORE: GLASSADVISOR E LA STAZIONE SPERIMENTALE DEL VETRO DI MURANO Per rispondere a questa sfida con anticipo rispetto alla scadenza normativa, glassAdvisor e la Stazione Speri-
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