“ LIBERTÀ DI ESSERE ” DI MARIA ROSARIA TENI
Con l ’ arrivo di settembre ritornano a popolarsi le città , riprendono le consuetudini abituali mentre lentamente la calura soffocante lascia il posto a più miti temperature e a venticelli gradevoli . Intanto , si preannunciano novità , si programma l ’ adozione di varie misure , tante intese a contenere la violenza dilagante , soprattutto nelle periferie e nei quartieri degradati dove i giovani sembra abbiano voluto riportare in vita i protagonisti della Gioventù bruciata degli anni Cinquanta . Comunque se ne parla , sempre , in TV e ovunque . Nei programmi radiofonici e televisivi si susseguono dibattiti focosi che , anche durante l ’ estate , hanno visto i personaggi pubblici in maniche di camicia e madidi di sudore , polemizzare su eventuali e necessari provvedimenti per arginare episodi di violenza sempre più efferata e inumana . Tanto è stato l ’ impeto delle discussioni che qualcuno è andato anche oltre , pensando bene di pontificare su questioni di moralità , mirate a colpevolizzare in modo subliminale e discriminatorio atteggiamenti femminili ritenuti poco responsabili e non consoni agli stereotipi che alcuni uomini vorrebbero continuare a imporre . Dinanzi a tutto questo , dopo un ’ iniziale ripugnanza per frasi che definirei oltraggiose , ho pensato che , ogni tanto , gli uomini dovrebbero provare a essere donne , a immedesimarsi nella condizione di vivere con una Spada di Damocle puntata su ogni atto o parola che compiono . Dovrebbero provare , come donne , a sentirsi giudicati per un abito o un comportamento che , nel mondo maschile , non ha presupposti e , pertanto , non esiste . Un uomo che può uscire a qualunque ora , vestito come gli pare , cosa proverebbe , da donna , a sentire la paura di percorrere una strada al buio , di essere vittima di sguardi irriverenti e frasi ammiccanti ? Cosa proverebbe un uomo , in un corpo di donna , se non potesse rincasare a qualunque ora o esercitare qualsiasi professione , senza la paura di essere minacciato e insultato ? È facile parlare quando il problema riguarda le donne , da sempre abituate a ruoli secondari , relegate da compagni e fratelli a vivere nell ’ ombra e a non poter esercitare ruoli pubblici o professioni di consolidata preminenza maschile . Mi rendo conto che secoli di dibattiti , di lotte e di rivendicazioni di diritti , di tentativi di indipendenza , seppur abbiano migliorato in qualche modo la condizione sociale e professionale delle donne , non sono riusciti , tuttavia , a smantellare definitivamente pregiudizi incancreniti e discriminatori . E , in sostanza , gli stessi pregiudizi sono alla base delle considerazioni scellerate di uomini che si permettono il lusso di sentenziare sulla moralità , sui costumi e sui comportamenti di una donna . Bisogna imparare che quando una donna decide di essere se stessa , di fare delle scelte di qualunque genere , di dire “ NO ” e di non chinare il capo sottomettendosi al “ maschio predominante ”, è perché vuole essere veramente libera . Accadono quotidianamente stupri che violano la libertà , anche non manifesti come nel caso di violenza fisica , ma sotterranei , continui e soffocanti che logorano