Migrano a terre inospiti e lontane ; Laceri e macilenti , Varcano i mari per cercar del pane . Traditi da un mercante menzognero , Vanno , oggetto di scherno allo straniero , Bestie da soma , dispregiati iloti , Carne da cimitero , Vanno a campar d ’ angoscia in lidi ignoti . Vanno , ignari di tutto , ove li porta La fame , in terre ove altra gente è morta ; Come il pezzente cieco o vagabondo Erra di porta in porta , Essi così vanno di mondo in mondo . Vanno coi figli come un gran tesoro Celando in petto una moneta d ’ oro , Frutto segreto d ’ infiniti stonti , E le donne con loro , Istupidite martiri piangenti . Pur nell ’ angoscia di quell ’ ultim ’ ora Il suol che li rifiuta amano ancora ; L ’ amano ancora il maledetto suolo Che i figli suoi divora , Dove sudano mille e campa un solo .