RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 4 - APRILE 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 3 - MARZO 2020 | Page 4

“SIAMO QUI…” MARIA ROSARIA TENI Siamo qui, nelle nostre dimore, a leggere, scrivere, dialogare e vivere le nostre emozioni e i nostri timori riflettendo tutto su uno schermo, filtrando i volti e le sensazioni attraverso un monitor che rimanda volti e voci, che riecheggia di umanità confusa, che vibra di parole non dette, ma inequivocabilmente espresse da occhi parlanti. E poi c’è quel silenzio surreale di ore che passano e rimangono Infisse nel pensiero che risuona di immagini, di ricordi, di progetti. Decifrare questo particolare momento non è possibile: una sospensione aleggia intorno a giorni che si trascinano tangibili in un’atmosfera ovattata, ma fragile, pronta a smagliarsi dinanzi alle voci concitate che arrivano dal televisore, anima pulsante che tasta l’andamento di questo virus insidioso e subdolo che si nasconde tra le pieghe di invisibili artigli e che sfugge alle attenzioni di studiosi ed eminenti ricercatori. Indifesi e sguarniti di certezze, pare di abitare in una realtà parallela che ci illudiamo faccia parte di un sogno e che alle prime luci del mattino si dissolva con i rumori della quotidianità. Non avviene però niente di tutto questo e la consuetudine si dissocia dalla sua stessa radice semantica per diventare inconsueta abitudine indotta ad aggrapparsi a riti che investono canali di comunicazione virtuale per allacciare una socializzazione restituita nonostante tutto. L’isolamento, tuttavia, porta a interrogarsi più profondamente all’interno del proprio essere e, paradossalmente, suscita delle considerazioni che fino a poco prima erano impensabili. Messi di fronte al proprio Io, sondiamo ciò che esiste e che muove i nostri pensieri e i nostri gesti e, magicamente, ci conosciamo meglio, ci presentiamo nella nostra nudità primordiale e forse scopriamo qualcosa di noi che per tutta una vita non avevamo mai considerato. La libertà, straordinario e potente componente dell’essere umano, ci appare allora come un dono, un respiro profondo che è lo stesso respiro che regge l’intera esistenza. La libertà di pensare, di esprimersi, di muoversi, di gridare, di piangere, di esistere, diventa essenziale e alimenta quella sete di vita che ognuno di noi dimostra già all’origine. Una libertà conquistata di cui si com- 3