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Clorinda Menguzzato
«Quando non potrò più
sopportare le vostre torture,
mi mozzerò la lingua
pur di non parlare»,così
rispose ai suoi aguzzini
,dopo le atroci sevizie Clorinda
Menguzzato, partigiana
italiana, nata a Castel
Tesino il 15 ottobre
1914 e morta nel medesimo
luogo il 10 ottobre
1944 e medaglia al valor
militare. Questo è ciò che
riporta l’ANPI su la partigiana
Clorinda Menguzzato:
Il suo impegno nella Resistenza,
dove era staffetta
e infermiera nella Brigata
“Gherlanda” della Divisione “Gramsci”, durò dal luglio del 1944 all’ottobre
dello stesso anno, ma tale era l’impegno che metteva nel mantenere i collegamenti
con le formazioni partigiane che operavano nel Trentino che, per
motivi di sicurezza, dovette utilizzare in quel breve periodo due diversi
nomi di battaglia. Appena ebbe raggiunti – con un fratello, come lei contadino
– i partigiani della Brigata, la chiamarono, infatti”Garibaldina”, pseudonimo
poi diventato “Veglia”. Clorinda Menguzzato fu fatta prigioniera
durante un vasto rastrellamento che i tedeschi avevano organizzato dopo
che i combattenti della “Gherlanda” avevano espugnato la caserma di Castel
Tesino, catturando 55 militi fascisti ed alcuni ufficiali tedeschi. Si trattò
di un’azione che ebbe vasta risonanza, tanto da essere segnalata da Radio
Londra nel bollettino del CLN e da indurre le truppe tedesche ad intervenire
in forze nella zona. Dalla cattura di”Veglia” i tedeschi si ripromettevano di
individuare con precisione la dislocazione delle basi della guerriglia, ma non
ottennero da quella ragazzina nessun’indicazione. La sottoposero a sevizie
atroci, la violentarono a ripetizione, la fecero azzannare da cani inferociti,
ma “Veglia”non tradì i suoi compagni. Si disse che, ormai ridotta allo