RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 4 - APRILE 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 3 - MARZO 2020 | Page 37
Irma Bandiera, di famiglia benestante, moglie e madre
affettuosa, il suo amore per la libertà la spinse a schierarsi
contro gli oppressori. Giovane staffetta partigiana
nella 7a G.A.P., è arrestata dai nazifascisti a Funo di Argelato
dopo uno scontro a fuoco. Ha con sé documenti
compromettenti.
Per una settimana “Mimma” subisce tremende torture, ma non svela i nomi
dei compagni. E’ accecata e giustiziata con alcuni colpi di pistola a bruciapelo
il 14 agosto 1944 al Meloncello, ai piedi della collina di San Luca. Il suo
corpo è lasciato per un giorno intero sulla strada come monito per tutti i
ribelli.
È sepolta nel Monumento Ossario ai Caduti
Partigiani della Certosa di Bologna
ed è ricordata nel Sacrario di Piazza Nettuno
e nel Monumento alle Cadute partigiane
a Villa Spada. A Bologna una lapide
onora il sacrificio della giovane partigiana
nella via a lei dedicata. Anche i comuni di Argelato, Castel Maggiore,
San Giorgio di Piano, Malalbergo e Molinella le hanno intestato una strada.
©Maria Rosaria Perrone–(Fonti consultate :Biblioteca Salaborsa e ANPI)
Irma Marchiani
“Prigione di Pavullo, 26.11.1944
Mia adorata Pally,
sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally
adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli
che mi ricorderanno. Credimi non ho mai
fatto nessuna cosa che potesse offendere
il nostro nome. Ho sentito il richiamo della
Patria per la quale ho combattuto, ora son
qui….fra poco non sarò più,muoio sicura di
aver fatto quanto mi era possibile affinchè la libertà trionfasse
Baci e baci dal tuo e vostro Paggetto
Vorrei essere seppellita a Sestola”
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