RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 2 -FEBBRAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 2 -FEBBRAIO 2020 | Page 32
I L PUNTO DI VISTA
“L A S TORIA E LE M EMORIE ”
DI M ARIANTONIETTA V ALZANO
Dal mio semplice punto di vista, una delle materie che si do-
vrebbero studiare in modo approfondito è la Storia.
Negli anni di insegnamento ho visto deprivare questa fonte del
sapere dei suoi contenuti, perché nozionistici e superflui, a
vantaggio di programmi più brevi e schematici, su cui esercitare e consolidare compe-
tenze. Per cui i libri sono cambiati, sono spariti blocchi di vissuto dell’Umanità…e di
conseguenza molte domande senza risposta e molto non sapere che giace nel fondo delle
generazioni, che nel mare magnum della confusione e del caos generato dalla relativiz-
zazione della conoscenza, parlano di cose che sanno solo per sentito dire o attraverso
letture non oggettive e adeguate alla storicità di uno studio serio del nostro e altrui pas-
sato.
In quest’ottica si innestano una pletora di revisioni e giustificazioni di evidenti fatti cri-
minosi, di guerre civili mai accettate, di genocidi che non si vogliono ricordare per non
essere disturbati dal passato pesante sulle spalle di questo mondo.
I genocidi sono molteplici: indiani d’America, Armeni, Curdi, Indios…Ebrei…e ancora
…ancora….
In questi giorni stiamo ricordando l’orrore disumano, oso dire demoniaco, dell’Olocau-
sto, pianificato e voluto, oso dire… desiderato, da una razza che non aveva senso di sé
se non nella soppressione dell’altro. Una strage figlia della Storia, di quelle condizioni
capestro inflitte alla Germania sconfitta nella Grande Guerra, che tuttavia non giustifica
e non costituisce attenuante all’atto perpetrato contro l’intera Umanità. Sì, perché in qui
piani di sterminio, in quei campi di sterminio, in quegli orrori dello sterminio …c’era
l’Umanità intera non solo gli Ebrei.
Oggi si assiste ad un revisionismo storico sfacciato e imbarazzante, si giustifica e non
si comprendono le cause e gli effetti del nostro passato e di conseguenza siamo tutti
sottoposti al rischio di ripetere gli stessi errori, ricadendo nel buio di quella Banalità del
Male di cui Hannah Arendt descrive gli sviluppi e gli effetti mentre assiste al processo
di Adolf Eichmann.
Io sono convinta che non si possa costruire un futuro degno di essere vissuto se l’uomo
ricadrà sempre negli stessi devastanti stereotipi di odio. Un odio indotto verso un capro
espiatorio che a seconda dell’evenienza diventa un vessillo contro cui combattere.
Sono convinta che i giovani meritino la verità, su cui costruire le proprie vite, per farle
essere migliori di quelle vissute dai loro avi.
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