C’ è una continua svalutazione del femminile circoscritta alla sfera dell’ apparenza e della sessualità, che relega ad un ruolo subalterno e bistrattato le donne, le quali anche denunciando non sono comunque tutelate. Infatti, si è visto nei numerosi fatti di cronaca che anche le ordinanze dei giudici con il relativo braccialetto elettronico non hanno preservato le vittime di femminicidio. Dalla ricerca di ActionAid risulta che 55 % delle donne si è sentita svalutata nei contenuti culturali( film, serie, spettacoli), di cui il 70 % sono Gen Z, ma la diffusione di tali contenuti e di modelli svalutanti eroticamente espliciti e generalizzati è in iniziato dalla fine degli anni 80 del secolo scorso e sembra quasi una rivolta verso un femminismo di sostanza che rivendicava la decisionalità e la libertà sessuale da parte delle donne al pari degli uomini. Oggi pare che le istanze femministe siano scadute e poco apprezzate, seppur abbiano contribuito a dare impulso alla indipendenza delle donne. Oggi si tende ad offendere comportamenti che ne ricordino il significato ad appannaggio di manifestazioni, sui social specialmente, di soventi e avvilenti ammiccamenti che dovrebbero essere seduttivi a tutti i costi, fino a dare valore giudicante alla persona che li attua rendendola“ fashion e cool”. Vi è un enorme bisogno di educazione affettiva e riflessiva radicata all’ interno della società, partendo dalla famiglia passando per la scuola e soprattutto nei mezzi di comunicazione social e non social. Vi è bisogno di tornare a guardare le persone e trovare il gusto della scoperta della sua personalità che non deve essere carne da letto ma risorsa e valore umano. A tal fine ActionAid propone di destinare almeno il 40 % dei fondi del Piano nazionale antiviolenza alla prevenzione primaria, seguendo l’ esempio della Spagna, dove oltre il 50 % dei fondi è destinato a promuovere l’ uguaglianza di genere. Ma non basta. Vi è bisogno di un cambiamento culturale e sociale che parta anche dal singolo, dalla parte sana degli uomini e delle donne che possano collaborare ed evolversi insieme, crescere maturando personalità complesse e produttive di sentimenti d’ amore e di accoglienza germoglianti di rispetto reciproco. C’ è bisogno di voci e di azioni che dimostrino che il fascino non è solo glutei e décolleté, che lo stereotipo maschile su come deve essere la donna non è solo formosità ed erotismo ma qualcosa che va oltre l’ aspetto fisico codificato in un ambito quasi preistorico, un immaginario femmineo che non tiene conto delle qualità di tutte le donne in quanto donne ma in quanto carne. Bisogna fare ognuno nel proprio ambito il nostro … il giusto, senza vergognarsi di pretendere di essere uomini e donne, ma diventando proprio ciò che di più bello è questa Umanità e non può e non deve perdere: la facoltà di essere meravigliosamente amabili, amati e liberi.
Mariantonietta Valzano
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