RIVISTA CULTURA OLTRE NOVEMBRE 2025 - NUMERO 11 | Page 29

di chi le considera ancora come proprietà privata o come un oggetto da collocare a proprio piacimento in una casa murata e senza luce. Perché oggi, ancora oggi, nonostante si metta in mostra ogni istante della propria vita nelle varie storie ben confezionate sui social, ciò che sostanzialmente accade è quello di ritrovarsi, inevitabilmente, soli, poveri nei sentimenti, alienati nell’ indifferenza, con la minaccia di essere coperti dalla coltre del silenzio e dell’ abitudine. Molte donne, zittite da una maschera di paura, si vedono costrette a vivere una vita – non vita, artificialmente costruita su falsità e mode, stereotipi che inducono ad un’ assuefazione straniante. Ricorrenze come questa del 25 novembre offrono l’ occasione per ricordare, per approfondire e tentare di scongiurare, per il futuro di tante donne, la spietata ripetizione di violenze e coercizioni. Molto importante è la divulgazione che, attraverso i vari mezzi di volontariato e di comunicazione, offre la possibilità di conoscere e di operare nel soccorso di tante donne che si ritrovano sole e abbandonate, nel tentativo grande e virtuoso di arginare episodi di violenza e maltrattamenti, minacce e sopraffazioni, cercando di assicurare una protezione, aiutandole a denunciare e offrendo loro un sostegno dopo la denuncia. Le donne non devono più pagare con la vita il diritto alla libertà e all’ indipendenza e devono avere la possibilità di parlare, raccontare e raccontarsi così che nessuna si senta emarginata e privata della libertà, bene imprescindibile di ogni essere umano. Il contesto culturale, sociale e familiare prevede da sempre l’ osservanza della regola dei ruoli e non si può sfuggire a questa coltre che ha coperto le donne sin dai secoli passati, in cui non potevano neanche studiare, lavorare, votare, manifestare. La storia, fortunatamente, ha avuto un altro corso, anche se faticoso e tortuoso, e sta dimostrando quanto le donne possano essere coraggiose e determinate. Dai fatti di sangue, purtroppo, restano sgomento e lacrime, ma anche tanta voglia di combattere per la propria libertà e il 25 novembre, come altre giornate egualmente simboliche, ci dà l’ occasione per ricordare, per approfondire e intervenire sul profilo educativo in ambito familiare, scolastico, sociale e ricreativo per tentare di scongiurare, per il futuro di tante donne, la spietata ripetizione di brutalità e coercizioni. La nostra rivista è aperta a chi volesse proporre storie, articoli e approfondimenti su questa Giornata del 25 novembre, in uno scambio costruttivo che rende ancora più concreto l’ impegno per la costruzione di una società migliore. cultura. oltre @ libero. it
Maria Rosaria Teni
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